Internet banking: secondo BEM Research l’Italia è ancora il fanalino di coda in Europa

Solo il 28% degli italiani utilizza i servizi bancari via web, dietro di noi in Europa solo Cipro, Grecia, Bulgaria e Romania

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Anche quest’anno BEM Research ha presentato il report sull’ebanking indagando sulla diffusione dei servizi bancari via internet in Italia e in Europa. Dall’edizione 2017 del report, intitolata “Internet banking in Europa: diffusione e impatto sui conti bancari”, è stato confermato il trend emerso nei report di egovernment, etourism ed ecommerce che mostrano un’Italia tra gli ultimi paesi in Europa nell’adozione di servizi via web.
Nell’intera area euro, durante il 2015, l’uso dell’internet banking si è limitato a poco meno di un abitante su due, il 47% della popolazione, e l’Italia è proprio tra i paesi con la più bassa diffusione dell’ebanking: solo il 28% degli abitanti utilizza i servizi bancari via web, molto dietro rispetto a Spagna (39%), Germania (51%) e Francia (58%).

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Individui che in Europa hanno utilizzato l’internet banking – Dati in percentuale della popolazione relativi al 2015, elaborati da BEM Research su dati Eurostat

L’ebanking in Europa: un uso condizionato da fattori sociali

Secondo i dati analizzati da BEM Research la propensione o meno all’utilizzo dei servizi di ebanking appare condizionata da alcuni fattori: livello di istruzione, occupazione, densità della popolazione, barriere tecnologiche, uso di dispositivi mobili, età e sesso.

  • Istruzione. Un titolo di studio basso influisce negativamente sulla propensione dei cittadini a utilizzare i servizi di ebanking: tra i soggetti residenti nell’area euro con basso livello di istruzione solo il 22% fa utilizzo dell’internet banking, numero che in Italia scende all’11%.
  • Occupazione. Guardano alla classificazione in base ai soli soggetti attivi sul mercato del lavoro, in tutti i paesi dell’UE28 si osserva una maggior diffusione dell’internet banking, rispetto alla media.
  • Popolazione. Una maggiore propensione all’utilizzo dell’ebanking si registra nelle zone dell’area euro con maggiore densità di popolazione: in queste aree il valore è pari al 51% della popolazione, 32% per l’Italia. Considerando invece le zone a bassa densità, la quota scende al 43% per l’eurozona e al 23% per l’Italia.
  • Tecnologia. A incidere negativamente sulla diffusione dell’internet banking ci sono le barriere tecnologiche: tra gli individui che hanno accesso alla connessione web più efficiente e veloce la diffusione dell’ebanking è più ampia.
  • Mobile. L’utilizzo dei dispositivi mobili è un fattore incentivante in Europa ma anche in Italia: osservando il sottogruppo di soggetti che fanno uso dei dispositivi mobili si rileva infatti un maggior uso dell’ebanking.
  • Età. Guardando alla classificazione per età dell’utilizzatore del servizio si rileva un andamento ad “U” rovesciata in tutti i paesi considerati. In altri termini, il picco di utilizzo si ha in corrispondenza dei cittadini giovani, ma non giovanissimi, per poi diminuire con l’avanzare dell’anzianità dei soggetti. In Spagna e Italia la diffusione più alta si ha raggiunti i 35 anni e fino ai 44.
  • Sesso. La classificazione in base al sesso fornisce un quadro sufficientemente omogeneo tra i diversi principali paesi dell’area euro: gli uomini fanno più uso dell’ebanking, 50% contro il 44% delle donne. Il gap in Italia è quello più ampio: solo il 24% delle donne italiane ha utilizzato l’internet banking nel corso del 2015, contro il 33% degli uomini.

L’uso dell’ebanking nelle regioni italiane

Per avere un’indicazione di come l’uso dei servizi di ebanking sia distribuito sul territorio italiano, BEM Research ha fatto affidamento ai dati diffusi dalla Banca d’Italia. Da quanto emerso i servizi di ebanking sono sfruttati soprattutto dalle famiglie residenti nel Centro-Nord d’Italia, nello specifico la Lombardia detiene il primato fra le regioni italiane, seguita da Valle d’Aosta, Trentino-Alto Adige, Piemonte ed Emilia-Romagna. Sul fronte opposto Calabria, Campania e Puglia che fanno registrare la più bassa incidenza dell’ebanking in Italia.

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Numero di famiglie italiane che hanno attivato servizi di ebanking in rapporto alla popolazione – Dati in base alla regione di residenza relativi al 2015, elaborati da BEM Research su dati Banca d’Italia e Istat

 

Come aumentare la diffusione dell’ebanking in Italia

Secondo lo staff di Bem Research per aumentare la diffusione dei servizi di ebanking in Italia va innanzitutto fatta una distinzione fra domanda e offerta. Per quanto riguarda la domanda occorre agire prima di tutto sugli aspetti culturali, lavorando sui giovani e persone adulte con un basso livello di istruzione tramite campagne di formazione e informazione sull’utilizzo degli strumenti digitali. Sul fronte dell’offerta l’attenzione deve invece essere riposta sulla semplificazione delle modalità di fruizione dei servizi bancari via web, ovviamente garantendo sempre elevati standard di sicurezza. Allo stesso tempo l’altro intervento deve arrivare dal sistema bancario italiano che sfruttando la sua alta presenza sul territorio attraverso le filiali deve cercare di colmare il gap culturale della clientela, ripensando le funzioni degli sportelli che andrebbero ad assumere il ruolo di educatori, aiutando famiglie e piccoli imprenditori a comprendere meglio l’uso della tecnologia e diffondendo la cultura finanziaria. Lo sportello può quindi diventare un punto di contatto per accompagnare la clientela verso una modalità di relazione multicanale, che sfrutti appunto il web, ma anche i promotori finanziari e i call center per dialogare al meglio con famiglie e imprese.
Un’altra soluzione per incrementare l’uso del ebanking è legata a una maggiore digitalizzazione dei rapporti con la clientela retail in grado di generare convenienza economica per il sistema bancario derivante dalla diffusione dell’ebanking. Alcune stime econometriche di BEM Research hanno infatti mostrato come l’internet banking consenta di aumentare l’efficienza, ovvero di ridurre l’incidenza dei costi operativi rispetto ai ricavi, e di incrementare la redditività. Una maggiore diffusione dell’ebanking può inoltre fungere da volano per lo sviluppo del FinTech: tramite l’internet banking potrebbero infatti essere veicolati altri servizi più evoluti e a maggior valore aggiunto per le banche. Infine, l’uso delle home banking consente di generare un ingente flusso di informazioni, i big data, utili per la profilazione e fidelizzazione dei clienti.