Quest’anno le regole dell’e-commerce sono state effettivamente riscritte

In una società sempre più priva di contatto, le nostre abitudini si sono digitalizzate, cambiando il modo in cui ci impegniamo, interagiamo e consideriamo la vita di tutti i giorni.

Da un anno a questa parte sono emersi nuovi comportamenti di acquisto: milioni di consumatori, che prima si affidavano ai tradizionali negozi e centri commerciali, hanno iniziato a fare acquisti online per soddisfare le esigenze di spesa quotidiana.

Ma l’ascesa dell’e-commerce non è stata priva di inconvenienti. In Italia, al culmine della pandemia dell’aprile 2020, molti venditori che avevano accolto milioni di nuovi consumatori, si sono trovati di fronte a interruzioni della catena di distribuzione ed esaurimento delle scorte, con notevoli perdite sui potenziali guadagni. 

Con l’incertezza che circonda il 2021, i venditori si stanno domandando se questa crescita sarà sostenibile. È vitale più che mai pianificare fin da subito un e-commerce post-pandemia, che tragga vantaggio dalle tendenze che si stanno affermando nell’anno in corso.

In un 2021 ricco di incertezza, il mercato globale della rete è diventato una delle poche piattaforme resilienti, efficaci e redditizie per superare l’emergenza COVID. Alimentato dalla trasformazione dello shopping, Zalando, Alibaba, Wish, Amazon e Ebay hanno riportato nel 2020 fatturati record, poiché i consumatori si sono rivolti a quelli che da anni, ormai, sono diventati legittimamente i nuovi centri commerciali “virtuali”. 

Nel 2020, si stima che 2 miliardi di persone abbiano fatto un acquisto online. Tale aumento è il segnale che un ulteriore e nuovo cambiamento sta per sconvolgere le abitudini di acquisto dei consumatori

Se fino a poco tempo fa Stati Uniti ed Europa rappresentavano più del 50% del potere d’acquisto mondiale del mercato online, ora è l’Asia che detiene il primato, facendo la parte del leone.

Il mercato globale dell’e-commerce nel 2020 ha superato i 4 trilioni di dollari, con le previsioni per gli anni a venire che vedono una forte e costante crescita per tutto il settore. 

Con le nuove soluzioni di pagamento transfrontaliero che possono gestire la logistica d’oltremare, pagare i fornitori in una valuta locale ed effettuare i pagamenti delle imposte in tempo reale, permette oggi di diventare più facilmente venditori internazionali.

Come sappiamo le restrizioni Covid hanno colpito duramente le filiere. Al culmine della crisi, l’interruzione delle fabbriche ha evidenziato la fragilità di affidarsi a un’unica fonte per l’inventario. Con poche o nessuna opzione rimasta ai venditori, il passaggio alla diversificazione delle catene di approvvigionamento è emersa come scelta obbligata per mitigare le ripercussioni finanziarie. Tuttavia, sconvolgimenti di questo tipo non sono una novità. Uno dei più grandi errori che gli imprenditori possono fare, infatti, è trascurare la pianificazione dei rischi futuri e ignorare le priorità delle azioni correttive. 

Invece di dare per scontato che non ci saranno interruzioni in una catena di fornitura, è bene considerare altre fonti, come ad esempio i mercati internazionali.

Mentre il mondo cambia, le preferenze dei consumatori, gli orari e le aspettative stanno rapidamente influenzando anche la velocità e il modo in cui i prodotti vengono consegnati. In un’epoca di immediatezza, lo standard industriale della tipica finestra di 7-10 giorni di consegna è diventato obsoleto. Quasi il 90% dei consumatori sono ora disposti a pagare per una consegna in giornata o più veloce. 

Grazie a servizi come Amazon Prime Now, la nuova normalità è diventata la consegna istantanea in appena 2 ore (servizio al momento attivo a Milano e zone limitrofe). La chiave nei prossimi anni sarà la flessibilità. Con catene di fornitura diversificate, inventari robusti e una gestione affidabile delle consegne, i venditori potranno offrire ai lori clienti il miglior servizio possibile.

Coloro che nel 2020 hanno deciso di vendere attraverso i social media, hanno colto la ricca opportunità di vendere o promuovere il proprio sito e-commerce su una piattaforma integrata, semplicemente sfruttando i canali che milioni di persone stanno già utilizzando. In Cina, ad esempio, lo hanno capito molto velocemente e questa è forse la differenza tra Facebook e Instagram, rispetto ad alcune piattaforme cinesi che hanno saputo monetizzare ferocemente il traffico. Tale divario nasce dal nuovo e diverso aspetto sociale e culturale della Cina moderna, dove i consumatori adottano rapidamente le nuove tecnologie e acquistano prodotti ad una velocità doppia rispetto all’occidente.

Sorprendentemente, oltre l’8o% degli acquirenti degli e-commerce credono che i social media e i siti di guide e recensioni li aiutino a prendere una decisione d’acquisto, quando in realtà meno della metà dei venditori li sta effettivamente utilizzando per generare vendite. Nel 2021 gli esperti prevedono che questo numero aumenterà significativamente.

Un mirabile esempio ce lo da il mercato cinese, che grazie al colosso Alibaba ha visto nascere il più grande evento mondiale dedicato allo shopping: stiamo parlando del Singles Day (il black Friday cinese che si tiene l’11 novembre). Durante questa giornata, il centro della scena se lo prendono le applicazioni di livestreaming commerce come Taobao (appartenente al gruppo Alibaba), dove i principali opinion leader cercano di suscitare l’interesse dei consumatori, proprio come fanno le tradizionali televendite.

Come la pandemia di coronavirus ha costretto a casa milioni di persone, il live-streaming è diventato in Cina un canale sempre più importante per catturare l’attenzione dei consumatori. Un sondaggio di AlixPartners, ha svelato che due terzi dei consumatori cinesi hanno acquistato almeno un prodotto su una piattaforma di questo tipo. Sconti elevati e informazioni istantanee sono i 2 fattori determinanti che orientano gli acquirenti a rivolgersi ai canali di live-streaming commerce. Tale fenomeno è destinato a diventare parte dell’esperienza d’acquisto negli Stati Uniti e in Europa, con nuove caratteristiche in piena evoluzione che accompagneranno la crescita e la domanda del settore.

“I venditori dovranno tenere il passo con le nuove tendenze”, racconta Marcello Brunaldi di Nnhotempo.it, “è probabile che entro 5 anni, le prime aziende italiane che coglieranno l’occasione del livestreaming commerce, conquisteranno il mercato dei consumatori della generazione Z. In questo momento, se sei un’azienda, hai un sito web. In futuro, se sei un’azienda di vendita al dettaglio, farai livestreaming”.