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Certificazione B Corp: requisiti, iter e differenze con la società benefit

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Quando si parla di certificazione B Corp iter, la prima cosa da chiarire è che si tratta di un percorso strutturato, rigoroso, che richiede mesi di lavoro interno e una revisione documentale condotta da B Lab, l’ente no profit americano fondato nel 2006 che gestisce l’intero sistema a livello globale. Le aziende italiane che si avvicinano a questo processo scoprono spesso che la vera difficoltà non sta nell’ottenere il punteggio minimo di 80 su 200, ma nel costruire una governance e una cultura interna coerenti con gli standard richiesti.

Cosa significa diventare un’azienda B Corp certificata

La certificazione B Corp è un riconoscimento privato rilasciato da B Lab alle aziende che superano verificati standard di performance sociale e ambientale, governance e trasparenza. A differenza di molte altre etichette di sostenibilità, qui si misura l’intera azienda, nessun singolo prodotto o processo isolato. Questo è il punto che tende a sorprendere chi si avvicina per la prima volta al tema: nessuno strumento del settore scende così in profondità sulla struttura organizzativa complessiva.

Lo standard globale promosso da B Lab per valutare l’impatto ESG

B Lab ha sviluppato il B Impact Assessment (BIA), uno strumento di autovalutazione online che copre cinque aree: governance, lavoratori, comunità, ambiente e clienti. Il questionario è gratuito, accessibile a qualsiasi impresa con almeno un anno di attività, e consente di ricavare un punteggio indicativo prima di avviare il processo formale. Lo standard viene aggiornato periodicamente: con la versione V6 introdotta nell’aprile 2025, B Lab ha rivisto i criteri rendendoli più stringenti per settore. Chi valuta di certificarsi conviene orientarsi sui requisiti aggiornati, consultando direttamente la guida ufficiale al processo di certificazione di B Lab Italia.

La differenza giuridica tra società benefit e B Corp

In Italia la confusione tra società benefit e B Corp certificata è frequente, anche tra i professionisti. La società benefit è una forma giuridica riconosciuta dalla legge n. 208 del 2015: l’azienda modifica il proprio statuto per aggiungere finalità di beneficio comune e redige annualmente una relazione di effetto positivo generato. La B Corp, invece, è una certificazione privata rilasciata da B Lab dopo una verifica documentale. I due livelli sono distinti ma si intrecciano: dal 2016 B Lab richiede che le aziende italiane candidate alla certificazione adottino la forma di società benefit come requisito legale. In sostanza, tutte le B Corp italiane sono società benefit, la gran parte delle società benefit resta fuori dal perimetro della certificazione. Per approfondire il funzionamento e i vantaggi fiscali dello status giuridico, vale la lettura dell’articolo su Società benefit vantaggi fiscali come funziona.

Le 5 aree di impatto misurate dal B Impact Assessment

Il BIA analizza l’azienda secondo cinque ambiti distinti. Ogni area contribuisce al punteggio complessivo con un peso variabile, determinato dal settore e dalla dimensione dell’impresa. Vale la pena conoscerle nel dettaglio, perché è su queste voci che si concentra la fase di verifica.

Governance

Questa sezione valuta la missione aziendale, l’etica nella gestione dei fornitori, la trasparenza verso gli stakeholder e la capacità dell’azienda di mantenere gli impegni di sostenibilità anche in caso di cambio di proprietà. Per molte piccole e medie imprese italiane, la parte più impegnativa riguarda la formalizzazione scritta di procedure che spesso esistono solo nella pratica quotidiana.

Lavoratori

Il BIA analizza retribuzioni, benefit, condizioni di lavoro, formazione e coinvolgimento dei dipendenti nella vita aziendale. Un elemento che tende a produrre punteggi elevati nelle aziende italiane di medie dimensioni è la presenza di politiche di welfare strutturate, anche quando non vengono comunicate verso l’esterno.

Comunità

Qui si misura l’effetto dell’azienda sul territorio: politiche di approvvigionamento locale, diversità e inclusione, attività di volontariato aziendale, relazioni con i fornitori. È un’area in cui molte realtà produttive italiane radicate nel territorio hanno margini di punteggio interessanti, a patto di documentare adeguatamente quanto già svolgono.

Ambiente

Consumi energetici, emissioni, gestione dei rifiuti, uso dell’acqua e politiche di approvvigionamento sostenibile rientrano in questa sezione. Per le aziende con una forte componente logistica o produttiva, è spesso l’area che richiede gli investimenti più significativi per raggiungere soglie competitive.

Clienti

L’ultima area valuta se il prodotto o il servizio genera un valore positivo per chi lo acquista: qualità, sicurezza, accessibilità, effetto sulla salute o sull’ambiente. Per gli e-commerce, questa sezione può rivelarsi particolarmente premiante quando la proposta è costruita su criteri di trasparenza e prodotto responsabile.

Tabella: società benefit vs certificazione B Corp (costi, obblighi, riconoscimenti)

CaratteristicaSocietà benefitB Corp certificata
NaturaForma giuridica (legge 208/2015)Certificazione privata (B Lab)
Requisito legaleModifica dello statuto societarioStatuto benefit + accordo con B Lab
Costi di avvioNotarili per modifica statuto (500-1.500 euro circa)Fee annuale B Lab + eventuali costi di consulenza (da 1.000 euro/anno per fatturati fino a 2 mln)
Obblighi periodiciRelazione annuale di effetto generatoRicertificazione ogni 3 anni con nuovo BIA
RiconoscimentoNazionale (Italia)Globale (oltre 105 Paesi)
Verifica esternaNo (autodichiarazione con relazione pubblica)Sì (audit documentale da parte di B Lab)

L’iter pratico per ottenere il punteggio minimo di 80/200

L’iter di certificazione B Corp si articola in fasi ben definite, con tempi medi che per le PMI italiane si attestano tra i sei e i dodici mesi. La variabile più incisiva è il livello di preparazione interna: le aziende che hanno già lavorato su policy ambientali, welfare e governance trovano il percorso molto più agevole di chi parte da zero.

La compilazione del questionario gratuito

Il primo passo è accedere alla piattaforma B Impact e compilare il BIA nella versione aggiornata agli standard correnti. Il questionario è gratuito e può essere salvato e ripreso nel tempo. In questa fase, molte aziende individuano con precisione dove sono più forti e dove serve intervenire prima di procedere. È consigliabile puntare a un punteggio indicativo di almeno 90-95 punti nella fase di autovalutazione, perché la verifica documentale tende ad abbassare leggermente il risultato finale.

La fase di review e la presentazione dei documenti probatori

Una volta raggiunta la soglia minima nel BIA, l’azienda invia la domanda formale a B Lab, che assegna un analista per la fase di verifica. In questa fase vengono richiesti documenti a sostegno delle risposte date: contratti, policy interne, bilanci, certificazioni ambientali, verbali del consiglio di amministrazione. La verifica avviene in modalità desk review o, per le aziende più grandi, con un audit in presenza. Al termine, se il punteggio verificato supera 80/200, l’azienda firma il B Corp Agreement con B Lab e adegua lo statuto in società benefit, se non l’ha già fatto. Da quel momento può utilizzare il marchio B Corp certificata.

Costi annuali, mantenimento e vantaggi reputazionali nel mercato europeo

La fee annuale di B Lab è calcolata sul fatturato: per le aziende sotto i 2 milioni di euro si parte da circa 1.000 euro all’anno. Le imprese con ricavi tra 2 e 5 milioni pagano intorno a 3.000 euro, con progressività crescente. A questi si aggiungono i costi di consulenza per chi sceglie di avvalersi di supporto esterno nella preparazione del BIA, variabili in modo significativo.

La certificazione ha validità triennale. Ogni tre anni l’azienda deve ripetere il BIA aggiornato e superare nuovamente la soglia prevista, tenendo conto degli standard nel frattempo aggiornati da B Lab. Questo meccanismo garantisce che il marchio mantenga una credibilità concreta nel tempo, lontano da logiche di riconoscimento formale statico.

Sul versante dei ritorni, il vantaggio più tangibile nel mercato europeo è oggi la credibilità nelle procedure di gara e nei rapporti con buyer istituzionali, in particolare nei settori moda, alimentare, cosmetica e servizi professionali. Molte grandi aziende europee hanno inserito la B Corp tra i criteri preferenziali nei capitolati di fornitura. Per le PMI italiane attive su mercati internazionali, il riconoscimento globale del marchio vale spesso più dell’investimento necessario per ottenerlo.