Meet Magento Italy: cosa è successo nell’edizione 2017 dell’evento organizzato da Webformat

Magento continua a sviluppare l’ecommerce in Italia ma secondo Diego Semenzato, ceo di Webformat, il personale tecnico specializzato è ancora troppo poco

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Il 3 marzo si è conclusa a Milano l’edizione 2017 del Meet Magento Italy, evento organizzato da Webformat che quest’anno ha fatto registrare oltre 480 presenze, 40 speech e 20 sponsor, numeri che hanno contribuito a quello che fin dalla prima edizione è il principale obiettivo dell’evento: connettere e fare sistema. Il Meet Magento nasce per questo motivo, spiega Diego Semenzato, ceo di Webformat: “È importante che le persone facciano rete, che i negozi parlino con altri negozi, i tecnici con altri tecnici, ma anche che questi e i merchant facciano sistema tutti insieme. Fare sistema significa ottenere risultati a lungo termine.”
Rispetto alle scorse edizioni è cresciuta soprattutto la qualità, quella dei partecipanti, quella degli sponsor e quella degli speaker, ma anche l’interazione con i partecipanti provenienti dall’estero – 14 in totale i paesi che hanno preso parte al MeetMagento diversi dall’Italia. Come ogni anno c’è stato un forte endorsement da parte di Magento stessa che ormai considera il Meet Magento Italia uno dei principali eventi a livello europeo, se non il più importante in proporzione alla dimensione del mercato. I numeri realizzati in questi anni sono infatti paragonabili a quelli del Meet Magento Germania o del Magento Live UK o il Magento Live Parigi.

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Diego Semenzato, ceo di Webformat

Cresce l’interesse verso i contenuti business

Per quanto riguarda gli interventi delle due giornate è cresciuta l’attenzione da parte del pubblico verso tutti quegli speech inerenti all’area business, che si distaccano dunque dai contenuti tecnologici. “Volevo realizzare un evento che partendo da una piattaforma tecnologica fosse un evento che potesse sviluppare anche tutti quegli argomenti che non fossero propriamente legati alla tecnologia”, spiega Semenzato. “Siamo riusciti a farlo perché fin dalla prima edizione abbiamo puntato molto sui contenuti business non legati a Magento e già dallo scorso anno abbiamo notato che le preferenze da parte dei partecipanti sono leggermente più alte nei confronti dei talk business rispetto a quelli tecnologici. Questo perché vogliamo connettere più persone possibile, con ruoli e competenze diverse, non solo quelle tecnologiche. Inoltre, proporre dei contenuti incentrati su strumenti che possono essere utilizzati anche su altre piattaforme diverse da quella di Magento è fondamentale: circa il 22% delle persone che hanno partecipato all’evento non utilizza Magento, questo significa che un quarto dei partecipanti che siamo riusciti ad attrarre non conosce Magento e sono stati attratti soprattutto dai contenuti non tecnologici.”

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Jason Woosley, Andrea Ward e Ben Marks durante il Q&A

L’importanza delle case history e il successo del Magento Contribution Day

Tra gli interventi che hanno riscosso maggiore successo quello di Jason Woosley, senior vice president della divisione Product & Technology di Magento Commerce, Andrea Ward, chief marketing officer di Magento Inc., e Ben Marks, Magento Evangelist, che oltre a parlare di Magento 2 hanno preso parte alla sessione di Q&A in cui sono emersi i tre trend tecnologici che secondo Magento avranno un forte impatto sull’ecommerce durante il 2017: Internet of Things, realtà aumentata, personalizzazione.
Dal lato business molto interessante è stato l’intervento di Iacopo Pecchi, ecommerce tech & strategy di Sintraconsulting, e Andrea Mattesini, ecommerce manager di Monnalisa Spa, store specializzato nella vendita di capi di abbigliamento per bambini. Grazie all’esperienza maturata sul campo i due hanno descritto tutte le difficoltà che un’azienda italiana deve affrontare nel momento in cui decide di esportare il proprio business in Cina, sia da un punto di vista tecnico che burocratico. Le case history si confermano dunque di grande importanza all’interno di eventi del genere, proprio perché permettono di confrontarsi con qualcosa di pratico, di reale.
Molto successo ha ottenuto anche il Contribution Day, dove per la prima volta in assoluto a un evento Meet Magento gli sviluppatori hanno avuto la possibilità di partecipare a un workshop intensivo di debug e lavorare fianco a fianco di Max Yekaterynenko e dei migliori Magento Architects per contribuire al miglioramento del core di Magento 2.

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Max Yekaterinenko con i partecipanti al Contribution Day

L’ecommerce cresce ma c’è ancora poco personale tecnico a disposizione

Anche quest’anno il lavoro di Webformat è stato premiato dall’ottima riuscita dell’evento. L’ecommerce system integrator è l’agenzia con più personale certificato da Magento presente in Italia che con il loro lavoro stanno contribuendo significativamente allo sviluppo del mercato ecommerce in Italia. Un mercato dove, secondo lo stesso Semenzato, anche in Italia si iniziano a investire somme importanti, anche se ancora molto distanti rispetto agli investimenti che oggi vengono fatti in Nord Europa. “Sono degli investimenti che comunque permettono alle aziende di sviluppare delle soluzioni tecnologiche veramente innovative, che non siano solo un tentativo di colmare un gap con altri paesi ma che riescano anche ad innovare”, ha aggiunto il ceo di Webformat.
Un gap che tutte le aziende sono costrette a colmare dal momento che la domanda da parte dei consumatori è sempre più alta. Questo fenomeno però non fa altro che mettere in evidenza un problema che accomuna tutti i paesi del mondo: la scarsa presenza di personale tecnico. “La richiesta di attività ecommerce di sviluppo è molto più alta rispetto alle capacità che hanno le aziende in Italia di erogare questo tipo di servizi e non si trova personale specializzato. Tra l’altro i tempi di formazione sono molto lunghi perché le piattaforme sono complesse da mettere in piedi il che è un problema ancora più grande se si considera che anche in Italia, finalmente aggiungerei, si è radicata la consapevolezza che gli aggiornamenti tecnologici non vanno fatti ogni 15 anni ma devono essere costanti, ha concluso Semenzato.