Groupon smetterà di vendere prodotti fisici e si concentrerà sulle esperienze

Nel 2020, dopo una performance finanziaria deludente, Groupon offrirà un marchio rinnovato, una scelta più innovativa, e inediti modelli di partnership, abbandonando il commercio al dettaglio, già troppo saturo, a favore di quello delle esperienze locali

Groupon ha annunciato che smetterà di vendere merci e articoli al dettaglio. La piattaforma, vuole invece continuare a concentrarsi sulle opportunità di mercato offerte dalla vendita di esperienze locali. Groupon ha annunciato la notizia della trasformazione dopo un quarto trimestre deludente. “Non abbiamo ottenuto la performance finanziaria che ci aspettavamo durante il quarto trimestre e ci rendiamo conto che dobbiamo muoverci rapidamente per riportare Groupon su una traiettoria di crescita”, ha detto il CEO Rich Williams.

Tutta colpa dei colossi ecommerce

La società nel 2019 ha mancato malamente gli obiettivi di ricavo, con un fatturato di 567 milioni di euro (gli analisti si aspettavano che raggiungesse i 653 milioni) in calo del 23% rispetto allo stesso periodo del 2018; in totale l’anno scorso i ricavi sono scesi del 16% rispetto all’anno precedente e l’utile lordo è sceso del 15%. Per quanto riguarda il solo settore dei beni fisici, l’utile lordo nel quarto trimestre è diminuito del 45% in Nord America e del 28% nel resto del mondo. L’azienda ha attribuito i risultati negativi principalmente a come negli ultimi anni è cambiato il mercato dell’ecommerce per quanto riguarda la vendita e l’acquisto di oggetti, dove Amazon e poche altre grandi aziende hanno gradualmente preso il controllo lasciando a Groupon uno spazio sempre più ridotto.

Groupon si rinnova nel 2020

Groupon afferma che il piano di smettere di vendere beni online permetterà all’azienda di concentrarsi maggiormente sui servizi, dato che “l’acquisto di esperienze continua a migrare online”. I piani per quest’anno sono di avere un inventario più ampio, una varietà sempre più attuale di scelte, un marchio rinnovato e di offrire nuovi modi per i commercianti di collaborare con Groupon. “Al fine di mantenere e aumentare il nostro vantaggio competitivo, riteniamo di dover agire con urgenza e pianificare l’uscita dal settore delle merci in Nord America entro il terzo trimestre e nel resto del mondo entro la fine dell’anno”

Groupon scommette sulle esperienze locali

Quello delle esperienze locali è un mercato che, secondo le stime di Groupon, vale intorno ai 930 miliardi di euro e migra sempre più rapidamente da offline a online. Inoltre, è un mercato da presidiare con molta attenzione, a causa della crescente affermazione di competitor temibili, come Airbnb, ad esempio, che ha affiancato alla sua offerta di alloggi anche quella di esperienze per tutti i gusti. Esperienze interessanti come degustazione di vini, pernottamenti in località uniche o anche corsi di qualsiasi genere.

Tutte attività chiaramente scontate o esclusive, che Groupon, dagli albori, ha sempre proposto agli iscritti, ma che negli ultimi tempi erano passate un po’ in secondo piano per la presenza sempre più numerosa di prodotti fisici a sconto o in edizione limitata.  “Attualmente siamo leader di mercato, nonostante controlliamo meno dell’1% della quota totale“, spiega Groupon. “Inoltre, la performance della nostra categoria merceologica, in particolare nel quarto trimestre, ha reso sempre più chiaro che non siamo ben posizionati in un mercato al dettaglio già saturo che non è più vantaggioso per noi presidiare”.