Vai al contenuto

Bando per l’internazionalizzazione 2026: i contributi a fondo perduto per spingere l’export autunnale

nave con container

Per le PMI che vogliono rafforzare la propria presenza sui mercati esteri, l’autunno 2026 porta con sé diverse opportunità di finanziamento. Il sostegno pubblico all’internazionalizzazione passa soprattutto attraverso gli strumenti gestiti da SIMEST nell’ambito del Fondo 394/81, che affiancano ai finanziamenti a tasso agevolato, in determinate condizioni, una quota a fondo perduto. Nel primo semestre 2026 SIMEST ha sostenuto investimenti per circa 6 miliardi di euro, coinvolgendo circa 1.900 imprese, per circa il 90% PMI.

Il supporto finanziario per le PMI che vogliono vendere all’estero

Le misure SIMEST rappresentano uno dei principali strumenti pubblici a disposizione delle imprese italiane che intendono sviluppare attività internazionali. Il Fondo 394/81 sostiene progetti legati all’ingresso e al consolidamento sui mercati esteri, alla trasformazione digitale ed ecologica e al rafforzamento della struttura patrimoniale. Nel 2026 l’offerta è stata inoltre ampliata con strumenti dedicati a specifiche aree geografiche e con nuove condizioni per le imprese interessate al mercato statunitense.

La panoramica delle misure SIMEST attive per l’ultimo trimestre dell’anno

Nel quarto trimestre 2026 le imprese possono valutare diverse linee di intervento SIMEST, tra cui Transizione digitale o ecologica, Inserimento Mercati Esteri, E-commerce, Temporary Manager, Certificazioni e consulenze e Fiere ed eventi. Le misure sono rivolte anche alle micro, piccole e medie imprese e prevedono condizioni differenti a seconda del progetto, della destinazione geografica e delle caratteristiche dell’impresa.

Tra le novità del secondo semestre rientra anche la nuova sezione dedicata a Intelligenza Artificiale e Quantum Computing, operativa dal 21 settembre 2026, con una dotazione di 200 milioni di euro. La misura consente di finanziare investimenti in infrastrutture tecnologiche, software e licenze, sviluppo di modelli e applicazioni, gestione dei dati, formazione, cybersecurity, consulenze specialistiche e certificazioni.

L’obiettivo di sostenere la transizione digitale ed ecologica legata all’export

La digitalizzazione e la sostenibilità sono diventate componenti centrali delle politiche pubbliche per rafforzare la competitività internazionale. La misura SIMEST per la transizione digitale ed ecologica permette di destinare almeno il 50% dell’importo deliberato a investimenti in questi ambiti, mentre la parte restante può essere destinata al rafforzamento patrimoniale, secondo le condizioni previste.

Nel 2026 il sostegno alla trasformazione digitale è stato ulteriormente rafforzato con la sezione dedicata all’IA e al quantum computing, che prevede un finanziamento agevolato, una quota a fondo perduto fino al 10% e un anticipo fino al 50% dell’importo finanziato.

Le spese coperte dai nuovi bandi ministeriali

Più che di un unico nuovo bando ministeriale, è quindi corretto parlare di un insieme di strumenti di finanza agevolata per l’internazionalizzazione. Le spese ammissibili cambiano in funzione della misura scelta e devono essere coerenti con il progetto presentato dall’impresa.

L’offerta comprende interventi destinati alla presenza commerciale all’estero, alla digitalizzazione, all’e-commerce, alla consulenza specialistica e all’inserimento temporaneo di figure professionali dedicate allo sviluppo internazionale.

La creazione di siti e-commerce multilingua per mercati specifici

L’e-commerce costituisce una delle linee attraverso cui SIMEST sostiene l’espansione internazionale. Il finanziamento può riguardare la creazione di una piattaforma e-commerce proprietaria, il miglioramento o sviluppo di una piattaforma già esistente oppure l’accesso a una piattaforma di terzi, come un marketplace, attraverso la creazione di un proprio spazio o store.

Per un’impresa che vuole rivolgersi a più Paesi, questo tipo di investimento può comprendere la strutturazione di un canale digitale destinato ai mercati individuati nel progetto, con l’obiettivo di rendere più efficace la vendita online dei prodotti e dei servizi italiani. Le condizioni economiche dipendono dalla misura e dai requisiti previsti per il progetto.

L’assunzione temporanea di un Temporary Export Manager (TEM)

Un’altra possibilità è rappresentata dal finanziamento per il Temporary Manager, destinato all’inserimento temporaneo di una figura specializzata per progetti di internazionalizzazione e di trasformazione tecnologica, digitale o ecologica collegati alla crescita sui mercati esteri.

La misura non corrisponde quindi semplicemente all’assunzione di un dipendente a tempo determinato. Il progetto prevede l’inserimento temporaneo di un manager attraverso un contratto di Temporary Management con una società di servizi terza, secondo le condizioni previste dalla disciplina SIMEST. L’importo massimo finanziabile è pari al minore tra il 20% dei ricavi medi degli ultimi due bilanci e 500.000 euro, con un importo minimo di 10.000 euro.

Tabella: quota a fondo perduto vs finanziamento a tasso agevolato

Per comprendere meglio come funziona il sostegno, è utile distinguere le due componenti che possono comporre l’intervento: il finanziamento agevolato, che deve essere restituito secondo le condizioni previste, e la quota a fondo perduto, che viene riconosciuta solo quando l’impresa e il progetto rispettano i requisiti stabiliti dalla misura.

CaratteristicaQuota a fondo perdutoFinanziamento a tasso agevolato
RestituzioneNon prevista per la quota effettivamente riconosciutaPrevista secondo il piano di rimborso
PercentualeVariabile in base alla misura e ai requisitiCostituisce la componente principale dell’intervento
AccessoSubordinato alle condizioni previste dalla specifica misuraSubordinato ai requisiti e all’istruttoria
FinalitàIncentivare determinati investimenti o categorie di impreseFinanziare il progetto di internazionalizzazione
ImportoPuò arrivare al 10% in diverse misure; sono previste percentuali superiori in casi specificiDipende dalla misura, dai ricavi e dai massimali previsti
ValutazioneLegata al rispetto dei requisiti dell’interventoRichiede il superamento dell’istruttoria SIMEST

Nel 2026 le percentuali non sono uguali per tutte le misure. Per esempio, la linea Transizione digitale o ecologica prevede in via generale una quota a fondo perduto fino al 10%, mentre per alcune categorie sono previste percentuali maggiori. Per le imprese interessate da specifiche condizioni, le domande presentate entro il 31 dicembre 2026 possono accedere a quote fino al 20%; per le PMI colpite dal conflitto nell’area del Golfo Persico la quota può arrivare al 30%.

I requisiti di accesso e la procedura di istruttoria

L’accesso alle agevolazioni non è automatico. L’impresa deve presentare una richiesta completa, allegare la documentazione prevista dalla specifica circolare e dimostrare di possedere i requisiti richiesti dalla misura scelta. La domanda viene quindi sottoposta all’istruttoria SIMEST e alla successiva deliberazione del Comitato Agevolazioni, oltre che alla verifica della disponibilità delle risorse.

La solidità patrimoniale richiesta per superare la valutazione creditizia

La solidità patrimoniale rappresenta uno degli elementi rilevanti nell’analisi della situazione economico-finanziaria dell’impresa, ma non esiste un unico valore di patrimonio netto valido indistintamente per tutte le misure SIMEST. I requisiti cambiano in funzione dello strumento utilizzato e della tipologia di impresa.

La stessa struttura del Fondo 394/81 prevede, per alcune linee, la possibilità di destinare una parte delle risorse al rafforzamento patrimoniale. Per la misura Transizione digitale o ecologica, per esempio, almeno il 50% dell’importo deve essere destinato agli investimenti digitali e/o ecologici, mentre la parte restante può essere destinata al rafforzamento patrimoniale, secondo le condizioni previste.

Prima di presentare la domanda è quindi importante verificare il bilancio e la documentazione contabile utilizzata per l’istruttoria, evitando di considerare la sola quota a fondo perduto come criterio di accesso.

Come preparare la rendicontazione dettagliata per sbloccare i fondi

La preparazione della documentazione deve iniziare già prima della presentazione della domanda. Il progetto deve essere descritto in modo coerente con la misura scelta e le spese devono essere riconducibili alle categorie ammesse.

Nel 2026 SIMEST richiede, per la compilazione della domanda, la documentazione prevista dalla circolare di riferimento, le informazioni del legale rappresentante e del titolare effettivo, l’eventuale contratto di apertura del conto corrente dedicato e lo statuto dell’impresa. I documenti devono essere firmati digitalmente. La presentazione della domanda non garantisce di per sé la concessione dell’agevolazione: sono necessari la completezza della richiesta, il possesso dei requisiti, il positivo completamento dell’istruttoria e la deliberazione del Comitato Agevolazioni.

Per questo la rendicontazione deve essere organizzata in modo puntuale, conservando la documentazione delle spese e mantenendo una corrispondenza chiara tra quanto previsto nel progetto e quanto effettivamente realizzato. Una preparazione accurata riduce il rischio di incongruenze nella fase di verifica e permette di gestire con maggiore ordine l’intero percorso di accesso all’agevolazione.

Argomenti