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L’automazione del magazzino per le piccole imprese: i robot collaborativi per il picking veloce

automazione del magazzino

Per una piccola impresa, l’automazione del magazzino non significa necessariamente trasformare la struttura in un impianto completamente robotizzato. Le tecnologie più recenti permettono infatti di intervenire anche su singole attività, come il picking e la movimentazione interna, affiancando gli operatori con soluzioni flessibili.

I robot collaborativi per il picking possono così contribuire a velocizzare la preparazione degli ordini, ridurre gli spostamenti e gestire con maggiore efficienza i periodi di maggiore attività.

Superare i colli di bottiglia logistici con la tecnologia

La gestione manuale degli ordini può diventare un punto critico quando aumentano contemporaneamente il numero delle commesse, le referenze da movimentare e la frequenza delle spedizioni. In questi casi, il problema non riguarda soltanto la velocità con cui viene prelevato ogni prodotto, ma anche il tempo che gli operatori trascorrono spostandosi tra gli scaffali e riportando la merce alle aree di preparazione.

L’introduzione graduale della robotica di magazzino permette di intervenire proprio su queste attività ripetitive. Un robot mobile autonomo può accompagnare l’operatore durante il picking, trasportare contenitori o ordini e raggiungere autonomamente le diverse zone del magazzino. Il personale può quindi concentrarsi maggiormente sulle operazioni che richiedono valutazione, controllo e manipolazione dei prodotti.

La carenza di personale di magazzino durante i picchi stagionali

I picchi stagionali rappresentano una delle situazioni in cui la pressione sul magazzino può aumentare rapidamente. E-commerce, distribuzione, produzione e commercio possono trovarsi a dover gestire in poche settimane un volume di ordini superiore alla normale capacità operativa.

Per una PMI, aumentare temporaneamente il personale non è sempre semplice: trovare addetti qualificati, formarli e inserirli nei processi richiede tempo e risorse. L’automazione può offrire una capacità operativa aggiuntiva proprio nelle attività più ripetitive, senza sostituire necessariamente l’intervento umano.

I robot mobili possono lavorare negli stessi ambienti degli operatori e occuparsi della movimentazione interna, mentre le persone continuano a gestire il prelievo, la verifica della merce e le operazioni che richiedono maggiore flessibilità. La tecnologia diventa quindi uno strumento per assorbire parte dell’aumento dei volumi senza dover riprogettare completamente il magazzino.

L’evoluzione della robotica flessibile accessibile anche alle PMI

La robotica applicata alla logistica si è progressivamente allontanata dal modello degli impianti rigidi progettati per svolgere un numero limitato di operazioni. Le soluzioni più recenti puntano sulla flessibilità, con robot che possono essere programmati per seguire percorsi dinamici e adattarsi ai cambiamenti dell’ambiente.

Per una piccola impresa questo aspetto è particolarmente importante. Un sistema che richiede grandi modifiche strutturali può rappresentare un investimento difficile da sostenere; una flotta di robot mobili, invece, può essere introdotta progressivamente e ampliata in base alle necessità.

L’obiettivo non è necessariamente automatizzare tutto il magazzino, ma individuare le fasi in cui la tecnologia può eliminare le attività a minore valore aggiunto e rendere più fluido il lavoro quotidiano.

I vantaggi dei robot mobili autonomi (AMR)

Gli AMR (Autonomous Mobile Robot) sono robot progettati per muoversi autonomamente all’interno di ambienti logistici, utilizzando sensori e sistemi di navigazione per individuare il percorso e interagire con l’ambiente circostante.

Nel picking possono essere utilizzati, per esempio, per accompagnare l’operatore lungo il percorso di prelievo oppure per trasportare contenitori e ordini tra le diverse aree del magazzino. Il vantaggio non consiste quindi soltanto nella velocità del robot, ma nella possibilità di ripensare la distribuzione del lavoro tra persone e macchine.

La differenza tra AGV tradizionali e i nuovi robot che affiancano l’uomo

Gli AGV (Automated Guided Vehicle) tradizionali sono veicoli a guida automatica che generalmente seguono percorsi prestabiliti attraverso infrastrutture o sistemi di guida dedicati. Sono particolarmente adatti a contesti organizzati e ripetitivi, nei quali i flussi di movimentazione rimangono relativamente stabili.

Gli AMR adottano invece sistemi di navigazione più autonomi. Possono rilevare ostacoli, modificare il percorso e adattarsi più facilmente a un ambiente nel quale sono presenti persone e altri mezzi in movimento. Questa caratteristica li rende interessanti per le PMI che hanno bisogno di automatizzare alcune operazioni senza trasformare radicalmente la configurazione del magazzino.

Nel modello collaborativo, inoltre, il robot non viene concepito necessariamente come sostituto dell’operatore: può diventare uno strumento che ne accompagna il lavoro, occupandosi soprattutto della movimentazione.

Ridurre i chilometri percorsi a piedi dagli operatori di magazzino

Una parte significativa del tempo impiegato nel picking può essere legata agli spostamenti. L’operatore deve raggiungere lo scaffale, prelevare il prodotto, portarlo nell’area prevista e continuare con l’ordine successivo. Moltiplicato per centinaia di righe d’ordine, questo percorso può incidere sensibilmente sulla produttività.

Un AMR può seguire l’addetto durante il prelievo e trasportare il contenitore destinato agli articoli raccolti. In altri sistemi, può invece movimentare autonomamente la merce tra diverse aree.

Ridurre gli spostamenti non significa soltanto aumentare il numero di ordini gestibili nello stesso intervallo di tempo. Può anche rendere meno gravoso il lavoro quotidiano, lasciando agli operatori una quota maggiore di tempo per le attività che richiedono attenzione e controllo.

Tabella: logistica manuale su carta vs picking automatizzato con robotica

Per capire meglio l’impatto dell’automazione sulle attività quotidiane, è utile mettere a confronto la gestione tradizionale del picking con un sistema supportato dalla robotica. La tabella evidenzia le principali differenze in termini di organizzazione del lavoro, spostamenti, flessibilità e possibilità di crescita.

AspettoLogistica manuale su cartaPicking automatizzato con robotica
Gestione degli ordiniRegistrazione e consultazione manualeIntegrazione con software gestionali e sistemi di magazzino
SpostamentiL’operatore percorre direttamente il magazzinoIl robot può accompagnare o effettuare parte della movimentazione
FlessibilitàElevata, ma dipendente dalla disponibilità del personaleElevata negli AMR, con possibilità di modificare percorsi e attività
Picchi stagionaliRichiedono una maggiore disponibilità di addettiPossibilità di aumentare la capacità operativa attraverso la flotta robotica
ErroriPossibili errori di trascrizione o prelievoSupporto digitale al processo e maggiore tracciabilità
Investimento inizialeGeneralmente contenutoMaggiore, in funzione della soluzione e del livello di integrazione
ScalabilitàLegata soprattutto al personale disponibilePossibilità di aggiungere progressivamente robot
Attività dell’operatorePrelievo e movimentazioneMaggiore concentrazione sulle attività di picking e controllo

I costi di integrazione e i tempi di ritorno sull’investimento

Il costo di un progetto di automazione del magazzino non coincide con quello dei robot. Prima di introdurre la tecnologia è necessario considerare software, integrazione con i sistemi già utilizzati dall’impresa, formazione del personale, eventuali modifiche agli spazi e manutenzione.

Per valutare la convenienza dell’investimento è quindi necessario partire dal processo esistente. Numero di ordini, righe di picking, tempi medi di preparazione, costo del lavoro, distanza percorsa dagli operatori e variazioni stagionali sono alcuni degli elementi utili per stimare il possibile ritorno economico.

Un progetto destinato a una PMI può essere costruito anche per fasi, iniziando dall’area nella quale gli spostamenti e le attività ripetitive incidono maggiormente sulla produttività.

L’affitto dei robot tramite modelli Hardware as a Service (HaaS)

Il modello Hardware as a Service (HaaS) consente di utilizzare determinate tecnologie attraverso un servizio in abbonamento o a canone, invece di acquistare necessariamente l’intera infrastruttura in un’unica soluzione.

Per una PMI può rappresentare un’alternativa all’investimento iniziale più elevato. Il costo viene distribuito nel tempo e, a seconda del contratto, possono essere inclusi servizi come manutenzione, aggiornamenti e assistenza.

La valutazione deve comunque considerare il costo complessivo del servizio, la durata del contratto, ciò che è incluso nel canone e le condizioni previste per sostituzione o aggiornamento delle apparecchiature. Il modello può essere particolarmente interessante quando l’impresa vuole verificare concretamente l’impatto della robotica prima di ampliare il progetto.

Sfruttare i crediti d’imposta per l’Industria 4.0 per modernizzare il magazzino

Per finanziare un progetto di digitalizzazione e automazione del magazzino, una PMI può valutare anche gli incentivi fiscali disponibili per gli investimenti in beni e tecnologie con caratteristiche previste dalla normativa sull’Industria 4.0.

La possibilità di accedere a un credito d’imposta dipende però dalla tipologia del bene, dall’anno dell’investimento, dai requisiti tecnici e dalla normativa vigente al momento dell’acquisto. Per questo motivo non è sufficiente considerare genericamente un robot come un bene agevolabile: occorre verificare che la specifica soluzione e il relativo progetto rispettino le condizioni previste.

Prima di procedere all’acquisto è quindi opportuno verificare le disposizioni fiscali aggiornate e documentare correttamente l’investimento. In questo modo l’automazione del magazzino può essere valutata non soltanto in termini di velocità del picking, ma considerando l’intero costo del progetto e il suo possibile impatto sulla produttività dell’impresa.

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