Vai al contenuto

Imposte sui redditi 2026: calcolo e versamento saldo e acconto

versamento saldo e acconto ires irap 2026

Il versamento saldo e acconto ires irap entra nel calendario fiscale 2026 con una scadenza che incide direttamente sulla gestione della cassa di imprese, studi e società: il 30 giugno. La scadenza raccoglie il saldo 2025 e la prima quota di acconto 2026, con passaggi tecnici che partono dal modello dichiarativo e arrivano al modello F24. Il quadro di base dialoga con il tema trattato in Modello redditi per società di capitali 2026: guida alla dichiarazione, perché la liquidazione delle imposte nasce proprio dai righi del modello Redditi e dalla dichiarazione IRAP.

La scadenza fiscale del 30 giugno per le società e le partite iva

Per i contribuenti con periodo d’imposta coincidente con l’anno solare, il 30 giugno 2026 è la data ordinaria per chiudere il debito 2025 e versare la prima anticipazione del 2026. Lo scadenzario IRES del 30 giugno 2026 dell’Agenzia delle Entrate indica il pagamento del saldo 2025 e del primo acconto 2026 in unica soluzione o come prima rata. In pratica, l’ufficio amministrativo deve arrivare a quella data con imposte liquidate, crediti controllati e deleghe F24 già coerenti con codici tributo, anno di riferimento e rateazione.

I soggetti interessati dal versamento di ires, irpef e irap

La platea comprende società di capitali, enti commerciali, società di persone, imprese individuali e lavoratori autonomi titolari di partita IVA. Le Srl, le Spa e le cooperative lavorano sull’IRES e sull’IRAP; persone fisiche e soci tassati per trasparenza guardano all’IRPEF, insieme agli acconti collegati. Il punto operativo è semplice nella teoria e molto meno immediato nelle carte: natura giuridica, regime contabile, crediti disponibili e cause di esclusione cambiano il conto finale.

Le proroghe legate agli indici isa e al concordato preventivo

Per il 2026 il decreto legge 22 maggio 2026, n. 89 ha spostato al 20 luglio i versamenti dei soggetti ISA, dei forfetari, dei contribuenti in regime di vantaggio e dei soci collegati a società trasparenti con i requisiti previsti. Il pagamento nei trenta giorni successivi richiede la maggiorazione dello 0,80 per cento a titolo di interesse corrispettivo. Chi aderisce al concordato preventivo biennale deve verificare la base di calcolo degli acconti, perché il reddito concordato può incidere sulla stima dell’imposta dovuta.

Come si calcola il saldo dell’anno precedente e l’acconto dell’anno in corso

Il saldo nasce dal confronto tra imposta dovuta per il 2025 e acconti già versati durante lo stesso anno. Un saldo positivo genera il pagamento; un’eccedenza produce un credito da compensare o riportare. L’acconto 2026 anticipa l’imposta dell’anno in corso e può essere determinato con metodo storico o previsionale. La scelta va documentata, perché a novembre il secondo acconto riprende il filo del calcolo fatto a giugno.

Il metodo storico: calcolare l’acconto in base all’imposta dell’anno prima

Il metodo storico usa l’imposta del periodo precedente come base. Per IRES e IRAP l’acconto ordinario è pari al 100 per cento dell’imposta dovuta, con ripartizione abituale del 40 per cento a giugno e del 60 per cento a novembre. Per i soggetti ISA, quando l’acconto è versato in due rate, la divisione segue spesso due quote uguali del 50 per cento. Il metodo storico riduce le valutazioni discrezionali e lascia una traccia immediata nel fascicolo dichiarativo.

Il metodo previsionale: quando conviene usarlo per abbassare gli acconti

Il metodo previsionale guarda al risultato atteso nel 2026. Funziona quando margini, ricavi o componenti straordinarie indicano un carico fiscale inferiore rispetto al 2025. La scelta richiede contabilità aggiornata, ordini acquisiti, costi già maturati e una lettura realistica dei mesi successivi. Un acconto troppo basso porta sanzioni e interessi sulla parte carente, perciò la stima deve avere una base numerica solida.

Tabella: aliquote ires e irap 2026 e percentuali di acconto

Le aliquote servono come primo riferimento, poi il calcolo concreto passa dalle variazioni fiscali e dai quadri dichiarativi. L’IRES ordinaria resta al 24 per cento. L’IRAP ordinaria parte dal 3,90 per cento, con variazioni regionali e aliquote settoriali. Per una società con unità produttive in regioni diverse, la ripartizione del valore della produzione diventa un controllo preliminare.

ImpostaAliquota ordinaria 2026AccontoRipartizione ordinariaNota di lavoro
IRES24 per cento100 per cento40 per cento a giugno, 60 per cento a novembreSoggetti ISA spesso al 50 per cento e 50 per cento
IRAP3,90 per cento come base ordinaria100 per cento40 per cento a giugno, 60 per cento a novembreAliquote regionali e settoriali da controllare
IRPEFAliquote progressive 2026100 per cento40 per cento a giugno, 60 per cento a novembreQuote ISA spesso ripartite al 50 per cento

Il meccanismo della rateizzazione delle imposte

Saldo e primo acconto possono essere divisi in rate mensili, con piano chiuso entro dicembre 2026. La seconda quota di acconto di novembre resta fuori dalla dilazione e si versa in unica soluzione. Nel modello F24 la rateazione richiede l’indicazione corretta del numero rata e del totale rate; gli interessi vanno esposti con codice tributo autonomo, così il pagamento resta leggibile anche in caso di controllo.

Come dilazionare i pagamenti in f24 con la maggiorazione degli interessi

La prima rata coincide con la scadenza di partenza. Le rate successive seguono il calendario mensile e maturano gli interessi da rateazione previsti dalle istruzioni annuali. Nei versamenti ordinari effettuati entro i trenta giorni dal 30 giugno si applica la maggiorazione dello 0,40 per cento prima del piano rateale. Per i soggetti interessati dal differimento al 20 luglio, il pagamento entro il termine successivo comporta la maggiorazione dello 0,80 per cento.

Cosa fare in caso di ritardo: il ravvedimento operoso

Il ritardo si corregge con ravvedimento operoso, versando imposta, sanzione ridotta e interessi legali calcolati giorno per giorno. Il calcolo parte dalla data effettiva del pagamento e dal tributo omesso o carente. In F24 servono righe distinte per imposta, sanzione e interessi. Una cartella di lavoro ordinata, con prospetto di calcolo, ricevute e copia della dichiarazione, rende il controllo più rapido e limita gli errori nelle scadenze successive.

Argomenti