Vai al contenuto

Relazione sulla gestione: come scriverla e obblighi

relazione sulla gestione

La relazione sulla gestione è un documento chiave di trasparenza e accountability all’interno del bilancio d’esercizio delle società di capitali in Italia. Pur non facendo parte integrante dei prospetti contabili come lo stato patrimoniale o la nota integrativa, essa assume un ruolo informativo essenziale: offre infatti agli stakeholder una visione chiara e ragionata dello stato di salute dell’azienda e del percorso gestionale compiuto oltre i meri numeri di bilancio.

Redatta dagli amministratori, la relazione ha lo scopo di presentare in modo fedele, equilibrato ed esauriente la situazione complessiva della società, l’andamento della gestione e le principali dinamiche economiche, finanziarie e strategiche che hanno caratterizzato l’esercizio. Questo compito la distingue nettamente dalla nota integrativa, che si limita a spiegare e dettagliare le voci contabili presenti nel bilancio, senza offrire un’interpretazione gestionale complessiva.

Negli ultimi anni il focus informativo della relazione si è progressivamente ampliato, anche in risposta alle crescenti esigenze di trasparenza richieste dai mercati e dagli investitori, integrando indicatori sia finanziari sia non finanziari per aiutare chi legge il bilancio a valutare rischi, prospettive e performance aziendali in modo più completo e strategico.

Cos’è la relazione sulla gestione e perché non va confusa con la nota integrativa

La relazione sulla gestione è un documento obbligatorio allegato al bilancio d’esercizio di molte società in Italia, disciplinato dall’art. 2428 del Codice Civile. Deve essere predisposta dagli amministratori e fornisce una visione qualitativa e interpretativa sull’andamento della gestione aziendale e sulla situazione complessiva della società, andando oltre i semplici dati numerici dei prospetti contabili.

A differenza della nota integrativa, che ha la funzione di spiegare e dettagliare i criteri di valutazione e le singole voci contabili dei prospetti (stato patrimoniale, conto economico, ecc.), la relazione sulla gestione ha una portata strategica, prospettica e descrittiva, includendo informazioni sul contesto competitivo, le scelte gestionali, i principali fattori di rischio e le prospettive future dell’impresa. Questo significa che non vanno confuse: la nota integrativa rimane di per sé un complemento contabile, mentre la relazione è uno strumento di narrazione e interpretazione della performance aziendale.

L’obiettivo: raccontare lo stato di salute dell’azienda oltre i puri numeri

L’obiettivo principale della relazione sulla gestione è quello di offrire una fotografia completa, coerente e comprensibile della gestione aziendale, approfondendo aspetti che non emergono direttamente dai prospetti contabili. In pratica:

  • interpreta come e perché si sono determinati i risultati economici e finanziari;
  • collega le scelte gestionali al contesto competitivo e agli obiettivi strategici;
  • integra indicatori finanziari e non finanziari significativi per la comprensione dell’attività d’impresa;
  • esplicita le principali variabili che hanno influito sull’andamento di costi, ricavi e investimenti.

In altre parole, si tratta di uno strumento di trasparenza e informazione verso gli stakeholder (soci, investitori, creditori, istituzioni finanziarie), che consente di andare oltre quanto descritto nei numeri puri del bilancio.

I soggetti obbligati e gli esoneri

La relazione sulla gestione è obbligatoria per le società di capitali che redigono il bilancio d’esercizio in forma ordinaria, come:

Le microimprese e le società che redigono il bilancio in forma abbreviata, ai sensi dell’art. 2435-bis del codice civile, sono esondate dall’obbligo di predisporre una relazione sulla gestione, purché la nota integrativa includa comunque alcune informazioni minime richieste dall’art. 2428 (come rischi e principali fatti di rilievo).

I contenuti obbligatori previsti dal codice civile

Secondo l’art. 2428 c.c., la relazione sulla gestione deve contenere una serie di elementi minimi, tutti finalizzati ad assicurare una rappresentazione fedele, equilibrata ed esauriente della situazione e dell’andamento aziendale.

Analisi attendibile della situazione della società e dell’andamento

La relazione deve fornire situazione patrimoniale, finanziaria ed economica della società nel suo complesso e nei diversi settori in cui ha operato, anche tramite eventuali controllate. Deve mettere in relazione costi, ricavi, investimenti e risultati, evidenziando le scelte gestionali più rilevanti.

Questo approfondimento integrativo rispetto ai dati contabili è ciò che permette al lettore di giudicare non solo quanto, ma anche perché un risultato è stato raggiunto, con riferimento alle condizioni di mercato, alle strategie competitive e al contesto operativo.

L’indicazione dei principali rischi e incertezze

Un altro contenuto obbligatorio riguarda la descrizione dei principali rischi e incertezze cui la società è esposta. Il legislatore richiede di evidenziare non solo i risultati passati, ma anche i rischi che potrebbero influenzare la gestione futura, come ad esempio:

  • rischi finanziari, di credito o di liquidità;
  • rischi operativi legati alla produzione o alla supply chain;
  • rischi di mercato o normativi che possono condizionare l’attività nei periodi successivi alla chiusura dell’esercizio.

Questa sezione è fondamentale per gli stakeholder, perché collega le risultanze contabili ai possibili scenari futuri e ai fattori di incertezza che potrebbero incidere sulla performance dell’azienda.

Tabella: indicatori finanziari e non finanziari da inserire nel documento

Per rendere la relazione sulla gestione più utile e leggibile per banche, investitori e stakeholder, è fondamentale includere una tabella di indicatori che riassuma sia aspetti economico-finanziari sia elementi non finanziari rilevanti alla comprensione dell’andamento e della sostenibilità dell’azienda.

CategoriaIndicatoreSignificato
FinanziariMargine Operativo Lordo (MOL)Misura la capacità di generare reddito dalla gestione caratteristica
Indice di liquidità correnteCapacità di coprire impegni a breve termine
Return on Equity (ROE)Redditività del capitale netto investito
Debt/Equity RatioRelazione tra debiti e mezzi propri
Non finanziariIndicatori ESG (ambiente, sociale, governance)Elementi non finanziari con impatto sul rischio e sul valore a lungo termine (possibile integrazione ESG nel reporting)
Soddisfazione clienti / Net Promoter ScoreQualità percepita e fedeltà clienti
Tasso di turnover del personaleStabilità e benessere organizzativo
Fattori di sostenibilità ambientaleConsumo energetico, emissioni, gestione rifiuti

Questa combinazione di indicatori consente ai lettori di avere una visione strutturata dell’azienda in più dimensioni, mettendo in relazione performance economiche e impatti strategici o sostenibili.

Come strutturare il documento per le banche e gli stakeholder

La relazione sulla gestione non è un semplice adempimento normativo: deve essere uno strumento comunicativo efficace per chi la legge, in particolare per le banche, gli investitori, i clienti istituzionali e gli altri stakeholder. In un contesto dove l’analisi dei rischi finanziari e non finanziari assume peso crescente nelle valutazioni del credito e degli investimenti, è importante organizzare la relazione in modo chiaro, coerente e informativo.

Un possibile schema operativo può essere:

  1. Executive summary con i principali risultati e le evidenze più rilevanti.
  2. Sintesi dei dati chiave (tavole di indicatori finanziari e non finanziari).
  3. Contesto di mercato e scenario competitivo (fattori macroeconomici e della filiera).
  4. Risultati economici e finanziari commentati per trend e criticità.
  5. Informazioni qualitative su governance, strutture operative e organizzative.
  6. Rischi, incertezze e strumenti di mitigazione (vedi paragrafi seguenti).
  7. Appendici di dettaglio con indicatori e metriche comparative anno su anno.

Questo approccio aiuta le banche e altri stakeholder a valutare la solidità e la resilienza dell’azienda sotto molteplici profili, non solo contabili ma anche strategici e di sostenibilità.

L’importanza dell’informativa sui fatti di rilievo avvenuti dopo la chiusura

La normativa richiede che nella relazione siano evidenziati i fatti di rilievo avvenuti dopo la chiusura dell’esercizio. Queste informazioni sono fondamentali perché possono influire sulla valutazione del rischio economico, finanziario e operativo. Inoltre permettono di comprendere eventi che non emergono nei dati contabili storici ma che possono avere impatti futuri (accordi strategici, contenziosi, acquisizioni, cambi di governance). Infine offrono trasparenza ai finanziatori e agli investitori, facilitando decisioni basate su informazioni aggiornate e complete.

Una buona prassi è dare evidenza cronologica di tali fatti, con un breve commento sul loro possibile impatto nella gestione dell’anno successivo.

Le linee di sviluppo futuro: come presentare le previsioni del nuovo anno

Le previsioni per l’anno successivo rappresentano un’importante sezione della relazione, perché offrono agli stakeholder, in particolare a banche e investitori, un’idea degli orientamenti strategici e delle aspettative di performance future. Anche se non tutte le società sono tenute per legge a pubblicare previsioni dettagliate, si possono includere:

  • obiettivi finanziari attesi (crescita, redditività, cash flow),
  • piani di investimento,
  • iniziative su sostenibilità e innovazione.

Questo consente di mostrare una direzione chiara del management e accrescere la fiducia di chi valuta la continuità aziendale. È ancora più rilevante in un contesto in cui le banche e i mercati integrano sempre più criteri ESG nella loro valutazione del merito di credito e del rischio aziendale.

Argomenti