Osservatorio Non Food: 2016 chiude a 102,5 mld, +1% rispetto al 2015

Lo studio condotto da GS1 Italy evidenzia una crescita, anche se lenta, del non food: bene tutti i mercati, tranne abbigliamento e calzature a -2,3%

osservatorio non food

Prosegue, anche se lentamente, la ripresa delle vendite nell’universo extra alimentare: nel 2016 i consumi degli italiani hanno raggiunto i 102,5 miliardi di euro, crescendo del 1,0% rispetto all’anno precedente. Quasi tutti i segmenti che compongono l’universo non alimentare hanno riportato segnali positivi; a rivelarlo è l’edizione 2017 dell’Osservatorio Non Food di GS1 Italy, lo studio condotto in collaborazione con TradeLab che monitora il settore dei beni non alimentari, presentato ieri al Piccolo Teatro Grassi di Milano. L’edizione 2017 è stata anche un’occasione per fare il punto di 10 anni di digitalizzazione e per capire quanto quest’ultima avesse impattato sulla vita degli italiani, ha commentato Marco Cuppini, research and communication director di GS1 Italy.

Universo Non Food: i numeri del 2016

I consumi in generale, vale a dire servizi, consumi grocery e consumi non alimentari, valgono oggi circa 1.024 miliardi di euro e crescono nel 2016 del +1,4%, sostenuti prevalentemente dalla crescita dei servizi (+1,5%). La crescita dei beni non alimentari è stata del +1,0% in linea con la crescita dei consumi grocery (+1,1%): il peso percentuale dei beni non alimentari sul totale dei consumi delle famiglie si è stabilizzato intorno al 15%, grazie alla ripresa degli ultimi anni, pur non arrivando ancora al 17% del 2007, anno in cui i consumi non alimentari pesavano quanto quelli grocery (17,5%). «Il 2016 è stato un anno ancora di crescita per i consumi, che chiudono l’anno con un bilancio di segno positivo e con un’evidente ripresa in quasi tutti i settori, anche se a ritmo ridotto rispetto all’anno precedente» aggiunge Cuppini.

Mercati Non Food: chi sale, chi scende

Nel 2016 quasi tutti i segmenti del Non Food hanno evidenziato una ripresa, con modalità e valori differenti, appunto per la diversità che caratterizza ogni settore per logiche di produzione, dinamiche commerciali e stili di consumo. Tra i settori top per crescita nel 2016 troviamo i giocattoli (+4,7% sul 2015), l’edutainment (+4,3%), e l’elettronica di consumo (+3,4%). L’unico in negativo è abbigliamento e calzature (-2,3%).

Canali di vendita: chi apre, chi chiude

Per quanto riguarda la rete dei punti vendita, l’Osservatorio Non Food di GS1 Italy conferma la razionalizzazione in atto ma rivela anche che il trend è meno accentuato rispetto al passato: nel 2016 hanno chiuso circa 4.600 punti vendita e il bilancio tra aperture e chiusure è stato dello -0,1%. Valori molto diversi a seconda dei settori; l’elettronica, l’informatica e la telefonia sono cresciuti del +2,2% di esercizi mentre stabile il mondo della cosmetica, profumerie e erboristerie.