Acquisti online in crescita: il balzo di servizi e fashion

top fashion retail

Crescita netta del settore della moda del nostro paese. Nel 2021 un balzo in avanti del 18,4% rispetto al 2020. Nel 2022 ancora una crescita sostenuta del 16% del commercio con l’estero. Il mercato del fashion italiano non subisce gli effetti della crisi economica né quelli della crisi legati alla guerra. Immune dai balzelli del mercato del lavoro e dai fenomeni che lo interessano, dall’incremento dei costi delle materie prime e dalle difficoltà post COVID, il grande mondo del fashion style non sembra subire nessuna battuta d’arresto.

Agli stessi risultati si arriva anche leggendo l’ultimo rapporto sui Top Brands in Italia del 2021, il consueto rapporto di Stileo sullo stato di salute della moda italiana e, soprattutto, delle abitudini dei consumatori. Dopo il periodo, duro, della pandemia, il 2021 è stato caratterizzato dal ritorno alle sfilate e alle settimane della moda ma soprattutto, dalla fine delle misure di contenimento che per troppo tempo hanno costretto gli italiani a casa.

E inevitabilmente, quindi, la crescita è anche collegata ad un fenomeno sociologico non trascurabile, ovvero al desiderio degli italiani di restituire sé stessi alla socializzazione e ai rapporti con gli altri. Il ritorno a teatro, nei cinema o a ristorante ha ovviamente favorito l’inversione di tendenza post COVID con numeri in netta ascesa. Gli italiani hanno così ripreso ad acquistare, sebbene con modalità diverse rispetto al passato. I mesi di lockdown hanno favorito una rinnovata dimestichezza, fino a qualche anno fa impensabile, con gli strumenti digitali: sono in crescita gli e-commerce e il valore degli acquisti online è in crescita.

La crescita degli e-commerce: il balzo post-pandemia

Con riferimento ai dati a consuntivo del 2021, lo shopping online registra un aumento del 21% rispetto al 2020, con ritmi pre-pandemia. Il dato è influenzato al ribasso dalla crescita, più soft, del settore dei prodotti e, invece, dai ritmi più sostenuti del settore dei servizi. I dati si riferiscono, aspetto ancor più pregnante, al settore B2c ed è proprio questo l’aspetto più entusiasmante. La spinta decisiva è ovviamente stata impressa dalle restrizioni del lockdown che hanno determinato, da un lato, una maggior dimestichezza dei consumatori con gli strumenti di acquisto digitali, il superamento della tradizionale diffidenza per il mondo degli e-commerce e, dall’altro, la rinnovata consapevolezza delle aziende della necessità di investimenti massicci nel mondo degli e-commerce. La grande innovazione, però, è nel fatto che gli e-commerce vengono scelti, con sempre maggior frequenza, dagli italiani per gli acquisti di ogni giorno.

A risentire del momento particolarmente positivo, il settore dei servizi (in crescita anche se a ritmi più blandi rispetto al 2019) e, nel grande calderone dei prodotti, il mondo della moda e, più in generale, del fashion. Ormai è sempre più raro imbattersi in un brand che non provi a consolidare la propria presenza online così come è raro incappare in qualche consumatore che non provi a fare una ricerca online prima di procedere all’acquisto.

E così, considerando il numero delle transazioni e il loro valore assoluto nonché le visualizzazioni, ecco che prende vita la classifica dei brand preferiti dagli italiani. Nella top ten troviamo al primo post Guess con Liu Jo al secondo posto. Seguono Saucony, Adidas, Armani, Hogan, Nike, Sun68, Moschino e Michael Kors. Inevitabili conferme oltre che qualche piacevole sorpresa. A stupire, inoltre, anche un altro dato che non può certo passare inosservato: ben il 58% dei marchi preferiti dai consumatori del Belpaese è italiano.