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Proroga Concordato Preventivo Biennale: scadenze aggiornate e calcoli di convenienza

Proroga Concordato Preventivo Biennale

Il Concordato Preventivo Biennale (CPB) è un istituto fiscale che consente a imprese e professionisti con partita IVA di concordare preventivamente con il Fisco l’ammontare dei redditi e del valore della produzione netta da tassare per un periodo di due anni. La scelta è facoltativa e si basa su dati previsionali, calcolati con gli Indici Sintetici di Affidabilità (ISA), che sintetizzano la coerenza e l’affidabilità fiscale del contribuente. Come specifica l’Agenzia delle Entrate, accettare una proposta di CPB dà certezza del carico fiscale per il biennio concordato e “blocca” l’azione accertativa del Fisco su quei redditi, indipendentemente dai risultati effettivi raggiunti nel periodo.

Le regole attuali si applicano al biennio d’imposta 2025‑2026 e riflettono le modifiche legislative introdotte dal Decreto Correttivo (D.Lgs. n. 81/2025). A queste si affiancano novità rilevanti sull’estensione dei termini di accertamento mediante l’art.12‑ter del DL 84/2025, convertito dalla legge n. 108/2025, che rappresentano un elemento chiave nella valutazione dei benefici dell’adesione.

Le ultime novità sulla riapertura dei termini per il Concordato

Con l’introduzione dell’art. 12‑ter nel DL 84/2025, convertito nella legge n. 108/2025, il legislatore ha stabilito proroghe dei termini di accertamento per i contribuenti che aderiscono al CPB 2025‑2026, sia con sia senza ravvedimento speciale per gli anni pregressi. Le proroghe riguardano le imposte dirette, l’IRAP (art. 43 del DPR 600/1973) e l’IVA (art. 57 del DPR 633/1972) e si coordinano con i benefici premiali attribuiti agli ISA.

Proroghe previste

  • Adesione al CPB 2025‑2026 senza ravvedimento speciale: i termini di decadenza per l’accertamento relativi a imposte dirette e IVA che sarebbero scaduti al 31 dicembre 2025 sono prorogati al 31 dicembre 2026 per i soggetti ISA che aderiscono al CPB 2025‑2026. Questo significa che eventuali accertamenti su quelle annualità possono essere notificati fino a fine 2026, dando più tempo all’Amministrazione finanziaria per verificare le dichiarazioni e l’adesione alla disciplina.
  • Adesione con ravvedimento speciale per periodi 2019‑2023: se al CPB si affianca il ravvedimento speciale (un regime di sanatoria per annualità pre‑CPB), i termini di accertamento relativi alle annualità “bonificate” tra 2019 e 2022/2023 sono ulteriormente prorogati fino al 31 dicembre 2028. Ciò significa che gli anni coperti dal ravvedimento non possono essere accertati fino a quella data, ampliando significativamente gli orizzonti temporali di tutela per il contribuente.

Chi può aderire alla proroga: requisiti soggettivi e cause di esclusione

Possono accedere al CPB i contribuenti che:

  • applicano gli Indici Sintetici di Affidabilità (ISA);
  • hanno presentato le dichiarazioni dei redditi per i tre periodi d’imposta precedenti (2021‑2023);
  • non sono in regime forfetario (i forfetari sono esclusi definitivamente dal 2025).

L’adesione al Concordato Preventivo Biennale (CPB) 2025‑2026 non è automatica e dipende dal rispetto di alcuni requisiti soggettivi e limiti specifici. Le principali condizioni che precludono l’accesso sono:

  • mancata presentazione delle dichiarazioni dei redditi relative ai tre periodi d’imposta precedenti (2021‑2023);
  • condanne definitive per reati fiscali o altri specifici reati del codice penale, che compromettono l’affidabilità del contribuente;
  • redditi esenti o esclusi dalla base imponibile per oltre il 40% del reddito totale nel periodo precedente, indicativo di una ridotta capacità contributiva effettiva;
  • aderenza al regime forfetario durante il primo anno del biennio oggetto del CPB, che rende incompatibile la procedura;
  • operazioni societarie straordinarie come fusioni, scissioni o conferimenti realizzati nel biennio, che modificano la struttura reddituale e rendono non confrontabili i dati con il calcolo del reddito concordato;
  • dati dichiarati non veritieri: in caso di falsità nelle dichiarazioni presentate, il contribuente è soggetto alle sanzioni penali previste dal DPR n. 445/2000.

In aggiunta, per i professionisti che operano in associazioni professionali o in società tra professionisti (STP), l’adesione al CPB è subordinata alla partecipazione dell’associazione stessa: se la società non aderisce, nessun singolo professionista può accedere al concordato, e viceversa.

Queste condizioni mirano a garantire che il CPB sia riservato a soggetti con una conduzione fiscale trasparente e stabile, riducendo i rischi di abusi e di decadenze retroattive per errori o omissioni nei dati dichiarati.

Come funziona il calcolo della proposta del Fisco

La proposta di reddito concordato è formulata dall’Agenzia delle Entrate sulla base dei dati dichiarati dal contribuente e dei punteggi ISA dell’anno precedente (2024 per il biennio 2025‑2026), elaborati tramite il software ufficiale “IlTuoISA_CPB”. Con il Decreto Correttivo (D.Lgs. n. 81/2025) sono stati introdotti limiti all’incremento massimo per i contribuenti con punteggio elevato:

  • +10% rispetto al reddito dichiarato per contribuenti con ISA = 10;
  • +15% per chi ha un ISA tra 9 e meno di 10;
  • +25% per chi ha un ISA tra 8 e meno di 9.

Questi limiti non si applicano se la proposta, pur superando le soglie, è inferiore ai valori settoriali minimi. La parte di reddito concordato eccedente quella dichiarata può essere tassata con imposta sostitutiva agevolata (aliquote 10‑15% in base al punteggio ISA), mentre la quota superiore a € 85.000 è soggetta alle aliquote ordinarie IRPEF (43%) o IRES (24%).

In genere, la proposta per il primo anno del biennio è ridotta rispetto al secondo, consentendo una progressione graduale verso il reddito target. L’elaborazione tramite il software permette di confrontare la proposta con il reddito storico e i parametri settoriali, lasciando al contribuente la possibilità di accettare o rifiutare entro i termini di legge.

Analisi Costi-Benefici: quando conviene accettare la proposta

L’adesione al Concordato Preventivo Biennale (CPB 2025‑2026) richiede un’attenta valutazione dei benefici e dei rischi. La decisione di accettare la proposta dell’Agenzia delle Entrate dipende da vari fattori e l’analisi costi-benefici va condotta considerando:

  • benefici immediati, come il blocco degli accertamenti e l’accesso alle agevolazioni premiali;
  • vincoli e rischi, tra cui il rispetto del reddito concordato per due anni e le eventuali sanzioni in caso di decadenza;
  • effetto sui flussi di cassa, in quanto il pagamento delle imposte concordate può modificare la liquidità disponibile;
  • opportunità di imposta sostitutiva, utile se il reddito concordato supera quello dichiarato, con aliquote ridotte per contribuenti virtuosi;
  • possibilità di accedere al ravvedimento speciale per annualità pregresse, che estende la protezione dai controlli fino al 2028.

L’accettazione della proposta conviene in particolare ai contribuenti con punteggi ISA elevati, redditi stabili e capacità di rispettare i termini di pagamento, così da ottenere certezze fiscali e massimizzare i benefici premiali.

Vantaggi: blocco degli accertamenti e certezza del carico fiscale

I principali vantaggi sono:

  • blocco dei controlli fiscali sui redditi concordati per il biennio 2025‑2026, indipendentemente dai risultati reali;
  • accesso ai benefici premiali ISA, tra cui l’esonero dal visto di conformità per compensazioni fino a € 70.000 annui per IVA e € 50.000 per imposte dirette e IRAP;
  • applicazione immediata dei vantaggi sull’IVA già dalla dichiarazione 2026;
  • possibilità di imposta sostitutiva agevolata per la quota di reddito concordato eccedente, con aliquote differenziate tra 10%, 12% o 15% in base al punteggio ISA 2024;
  • estensione dei termini di accertamento, fino al 31 dicembre 2026 per il CPB senza ravvedimento speciale e fino al 31 dicembre 2028 per chi aderisce anche al ravvedimento speciale 2019‑2023.

Rischi: vincolo biennale in caso di calo del fatturato

Non sono pochi i rischi da tenere a mente:

  • obbligo di rispettare il reddito concordato per entrambi gli anni del biennio;
  • decadenza retroattiva se i dati dichiarati risultano inesatti e determinano un reddito concordato inferiore del 30% rispetto a quello corretto;
  • obbligo di pagamento entro 60 giorni dalla comunicazione 36-bis, senza possibilità di rateazione, per evitare sanzioni e decadenza;
  • vincolo legale biennale: eventuali variazioni negative del fatturato non consentono riduzioni del reddito concordato, con rischio di impatto sulla liquidità;
  • controlli rafforzati da parte di Agenzia Entrate e Guardia di Finanza sui contribuenti non aderenti o decaduti, con soglie sanzionatorie ridotte della metà.

Tabella: simulazione di risparmio fiscale con adesione al Concordato

ScenarioReddito 2024 (€)Reddito concordato 2025 (€)Reddito concordato 2026 (€)Risparmio potenziale IVA (€)Risparmio imposte dirette (€)Note
Con punteggio ISA 1080.00088.000 (+10%)88.000 (+10%)1.4001.600Aliquota sostitutiva 10%
Con punteggio ISA 9,580.00092.000 (+15%)92.000 (+15%)1.6001.800Aliquota sostitutiva 12%
Con punteggio ISA 8,580.000100.000 (+25%)100.000 (+25%)2.0002.200Aliquota sostitutiva 15%, eccedenza >85.000 tassata IRPEF/IRES

I valori sono indicativi e servono a mostrare l’effetto dei limiti percentuali e delle aliquote sostitutive; il calcolo effettivo va verificato caso per caso con il commercialista.

Come formalizzare l’adesione: il ruolo del commercialista e le scadenze definitive

Il ruolo del commercialista è fondamentale per valutare la convenienza economica dell’adesione al CPB, verificare la correttezza dei dati dichiarati e calcolare le eventuali imposte sostitutive. Il professionista assiste anche nella compilazione della documentazione ufficiale da inviare all’Agenzia delle Entrate, garantendo la coerenza dei dati con i limiti di incremento previsti dai punteggi ISA e prevenendo il rischio di decadenza retroattiva.

L’adesione doveva essere formalizzata entro il 30 settembre 2025 tramite il software ufficiale “IlTuoISA_CPB” o attraverso l’invio telematico del modello predisposto dall’Agenzia. Se il contribuente intende sanare annualità pregresse 2019‑2023 tramite il ravvedimento speciale, il commercialista coordina l’operazione, estendendo i termini di protezione dai controlli fino al 31 dicembre 2028. Inoltre, verifica la tracciabilità dei pagamenti e la compatibilità con gli obblighi di versamento, così da ottimizzare la gestione della liquidità aziendale e garantire l’effetto immediato sui termini di accertamento.