Intelligenza artificiale e robot: presto le macchine evolveranno se stesse

Il padre del web Tim Berners-Lee, inventore del World Wide Web, racconta l’abilità di un computer di svolgere funzioni e ragionamenti tipici della mente umana grazie all’intelligenza artificiale.

computer-intelligenza-artificiale

Quando si parla di Intelligenza Artificiale, si pensa subito a tecnologie all’avanguardia, a robot in grado di comprendere e decidere le azioni da compiere e di un mondo futuristico in cui macchine e uomini convivono. In realtà, l’Intelligenza Artificiale e il suo utilizzo sono molto più reali di quanto si possa immaginare e vengono oggi utilizzati in diversi settori della vita quotidiana. Uno dei principali passi avanti nella storia dell’Intelligenza Artificiale è stata fatta quando si sono potuti ricreare degli algoritmi specifici, in grado di far migliorare il comportamento della macchina che può così imparare tramite l’esperienza, proprio come gli esseri umani. 

L’inventore di internet Tim Berners-Lee nonché direttore del World Wide Web Consortium (W3C), l’ente che supervisiona l’evoluzione continua di internet, è uno dei “100 personaggi più importanti del XX secolo” di Time Magazine. Sir Tim Berners-Lee è uno scienziato e un accademico il cui lavoro visionario e innovativo ha trasformato quasi ogni aspetto della nostra vita. È un direttore fondatore della World Wide Web Foundation, che cerca di garantire che il web serva l’umanità stabilendola come un bene pubblico globale e un diritto fondamentale. Berners-Lee ora si dedica a migliorare e proteggere il futuro del web. Racconta il tema dell’intelligenza artificiale e “rincuora” dicendo: «È già qui, non temete!»

L’intelligenza artificiale possiamo definirla come l’abilità di un sistema tecnologico di risolvere problemi o svolgere compiti e attività tipici della mente e dell’abilità umane.  “Qualsiasi pc oggi infatti è di per sé intelligenza artificiale, e l’uomo sta cercando di far fare alle macchine tutto ciò che non ha voglia di fare”, dice senza mezzi termini Berners-Lee. “Molti esseri umani sono solo dei segnaposto, stanno portando avanti un lavoro in attesa che un robot lo faccia al posto loro”. l’AI è un settore estremamente recente e in fortissima evoluzione.

Il padre del World Wide Web non usa tanti giri di parole e va dritto al punto nel descrivere un’epoca, quella attuale, in cui i computer non sono più programmati e codificati dall’uomo ma auto-apprendono. “E imparano a migliorare se stessi autonomamente, anche riscrivendo il codice, se necessario, per risolvere i problemi”. Si tratta di un’intelligenza artificiale che è in grado di creare da sola programmi informatici.

Per esempio, è già stato ampiamente dimostrato che è più efficiente che un computer impari da solo a giocare a un gioco, magari ‘osservando’ un essere umano, piuttosto che programmarlo a questo scopo. «La scrittura del codice necessaria a coprire tutti gli scenari possibili di un gioco sarebbe quasi impossibile e richiederebbe moltissimo tempo». Questo del gioco è solo uno degli scenari legati al futuro dell’intelligenza artificiale. Un futuro che, avverte Berners-Lee, potrebbe diventare molto pericoloso se, come esseri umani, ne perdessimo il controllo.

Intelligenza artificiale, automazione e robotica sono alcune delle questioni più pressanti sulla società contemporanea. Gli scenari futuri del lavoro, per esempio, saranno fortemente caratterizzati dalla pressione dell’automazione e non è più possibile considerare questi temi come questioni da fantascienza o da laboratori di ricerca sulla robotica. La questione centrale su cui è necessario interrogarsi è infatti il ruolo che sarà riservato all’umano in questi ambiti e come prevenire che le innovazioni che l’intelligenza artificiale incorpora esondino anche nella disruption del tessuto sociale contemporaneo e futuro.