FIND Search in Italy: un’analisi dei comportamenti di ricerca e di acquisto degli italiani online

Da facilitatori degli acquisti a elemento di complicazione: i motori di ricerca continuano a essere un alleato nello shopping degli italiani, ma allungano i tempi e complicano le decisioni e gli acquisti

Marco Lo Guercio
Marco Loguercio, fondatore di FIND

“Search in Italy” è l’osservatorio creato da Marco Loguercio nel 2004 diventato, negli anni, un punto di riferimento per quanto riguarda le analisi sulle esigenze informative e sui comportamenti di ricerca che precedono un acquisto, sia questo un prodotto o un servizio, avvenga l’acquisto online oppure sul territorio.

Naturale, quindi, ci fosse curiosità sui dati del 2021 per capire l’impatto di 20 mesi di pandemia sui comportamenti di ricerca e di acquisto degli italiani che, anche nei periodi più duri di lockdown, hanno continuato a fare riferimento al Web per capire come muoversi.

La notizia chiave è in realtà la conferma di un trend che era emerso già prima dello scoppio dell’epidemia da Covid-19: il percorso che porta all’acquisto è andato complicandosi e allungandosi in questi ultimi anniE responsabili di questo sono i motori di ricerca, Google in primis, e, più in generale, tutte le cosiddette “search properties”, quei siti che consentono alle persone di effettuare una ricerca, un approfondimento. L’esempio più celebre quando si tratta di cercare un prodotto? Amazon.

In fase di pandemia non è aumentato l’uso dei motori, visto che sono anni ormai che fanno parte del quotidiano vivere di quanti hanno accesso al web.

E’ invece aumentato il numero di persone che hanno iniziato a connettersi a Internet con maggiore frequenza, buona parte quotidianamente. E sono proprio queste persone che hanno riscontrato più frequentemente il rovescio della medaglia delle ricerche online: l’eccesso di informazioni, con la difficoltà di distinguere quelle attuali da quelle datate, quelle utili da quelle superficiali; quelle reali da quelle fasulle. Tanto da entrare molto spesso in un infinito “loop” di continue ricerche e approfondimenti per saperne di più o, detto più chiaramente, per capirci qualcosa.

Una situazione che ha portato, spesso, ad abbandonare l’acquisto che si aveva in mente: è capitato almeno una volta, negli ultimi 12 mesi, al 70% degli italiani online.

“Questo white paper -spiega Marco Loguercio- è utile soprattutto a chi lavora in azienda, dal CEO -al quale chiarisce le reali dinamiche che portano alla percezione di un brand e l’impatto che queste possono avere sul business complessivo dell’azienda- a chi opera nel marketing e nello e-commerce, a cui fornisce diversi spunti per comprendere meglio le modalità di ricerca di chi vorrebbe acquistare e, soprattutto, per comprendere meglio di quali informazioni -e su quali formati- necessitino queste persone per sbloccare gli ultimi freni all’acquisto, così da potersi muovere di conseguenza.

Diamo infatti sempre più valore ai nostri soldi e, per questo, vogliamo essere sicuri di acquistare il meglio, indipendentemente dal valore economico di ciò che ci accingiamo a comprare. Il sapere che, grazie allo smartphone e alle search properties, possiamo avere in qualsiasi momento, anche dentro a un negozio, le informazioni più utili per approfondire o validare le nostre scelte, ci porta a sfruttare questa opportunità in ogni situazione. Finendo però, in molti casi, con l’abusarne. Fortunatamente esiste ancora l’acquisto d’impulso: ma da quanto abbiamo avuto modo di vedere, perché questo avvenga occorre tenere i possibili acquirenti lontani da un box di ricerca; perché se iniziano a volerne sapere di più entrano in quel ‘circolo infinito di ricerche che porta a cambiare più volte idea. La sfida per le aziende è proprio analizzare in maniera ancora più approfondita le esigenze informative di queste persone per creare schede prodotto, o approfondimenti, facilmente disponibili alle persone, per sfruttare il momento caldo ed evitare che vadano a cercare queste informazioni altrove. Per noi di FIND i dati dell’osservatorio, che abbiamo disponibili anche per singolo verticale’ fanno una grande differenza. E sono sempre più le aziende che ci chiedono dei workshop personalizzati per capire come si informino prima di un acquisto i loro potenziali clienti”.