Curiosità: cosa succede quando l’AI si trova a fare i conti con una categoria prettamente umana?

Come può l’intelligenza Artificiale conoscere e muoversi nel Mondo senza chiamare in causa il fondamentale aiuto dell’uomo? Ce lo mostrano alcuni ricercatori che hanno analizzato come la curiosità umana possa essere integrata nelle macchine intelligenti.

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Alcuni ricercatori hanno provato a generare la curiosità umana tramite dei semplici algoritmi. In questo modo l’intelligenza artificiale può imparare da sola.

Si sa che sia nei sistemi utilizzati per le traduzioni, sia quelli per suggerire i tag nelle foto di Facebook, così come in molti altri infiniti campi, è assolutamente necessario un punto di partenza, ovvero dei semplici dati per mezzo dei quali i sistemi di intelligenza artificiale effettuano valutazioni, calcoli e confronti, migliorandosi col passare del tempo.

OpenAI

Una curiosa ricerca dalla OpenAI, organizzazione no profit fondata da Elon Musk, Sam Altman e altri big della Silicon Valley, dimostra che gli algoritmi possono essere “incuriositi”.

Questo studio è stato sviluppato in collaborazione con le università di Berkeley ed Edimburgo, e rappresenta la prima ricerca che cerca capire come gli algoritmi possano acquisire nuovi concetti spinti dalla sola curiosità.

Risultati della ricerca

Lo studio dimostra che un algoritmo di IA, quando viene addestrato alla curiosità, pur non avendo obiettivi specifici, né ulteriori informazioni derivate dall’ambiente circostante, è in grado di apprendere in piena autonomia. Questo grazie al Machine Learning.

Sicuramente questa curiosità ha un costo: i ricercatori hanno dimostrato come la macchina di intelligenza artificiale, impostata per nuove scoperte, diventasse, per esempio, vittima dello zapping televisivo, in quanto curiosa di acquisire nuovi contenuti.