A parità di prodotto chi spende di più, lui o lei? L’analisi di Idealo

Pink tax vs Blue tax: Idealo ha analizzato le categorie di prodotto e relativi prezzi per 9 categorie merceologiche. In generale, i rincari sui prodotti femminili sono sempre più alti rispetto a quelli sui prodotti maschili

Idealo è un comparatore prezzi con oltre 145 milioni di offerte di oltre 30.000 negozi online. Nella sua ultima analisi di mercato ha preso in esame le differenze tra le cosiddette Pink tax e Blue tax. Qualche anno fa ha suscitato parecchio clamore il caso dei rasoi da donna, che solo per essere rosa costavano il +11% rispetto al corrispettivo da uomo. Da allora la tematica della Pink tax è balzata agli onori della cronaca e ha suscitato tanto clamore quanta voglia di fare chiarezza sul perché i prodotti dedicati alle donne costino a volte di più di quelli per uomini. idealo – ha deciso di approfondire la tematica per capire se, a distanza di qualche tempo, la questione sia in qualche modo cambiata.

Lo studio di Idealo

idealo ha analizzato 9 categorie merceologiche presenti sul proprio portale italiano per conoscere i prezzi medi nell’arco di un anno dei prodotti per lui e per lei e capire così se, in qualche modo, i prezzi per gli stessi articoli differiscano in base al genere. Analizzando cinque prodotti a campione tra quelli più popolari sul portale, per ognuna delle nove categorie merceologiche oggetto dello studio, idealo ha individuato come i deodoranti femminili e i prodotti per il trattamento del viso da donna tendano a costare  rispettivamente il +51,1% e il +57,2% dei corrispettivi maschili.

L’infografica che riassume le evidenze dello studio condotto da idealo

Per quanto riguarda, invece, le scarpe sportive e i prodotti per la cura del corpo, questi costerebbero di più per gli uomini (+11,4% nel primo caso e addirittura +39,6% nel secondo rispetto al prezzo medio per le donne). In particolar modo, sarebbero proprio le scarpe da sport per uomo ad avere il rincaro maggiore (rispetto al corrispettivo femminile), parliamo infatti di un +16,6% rispetto al prezzo medio per le varianti femminili.

Il caso dei profumi

Un’altra categoria merceologica della quale si parla spesso in riferimento alla pink tax è quella dei profumi. Analizzando 27 profumi tra quelli più popolari presenti su idealo Italia, idealo ha individuato come i profumi da donna tendano a costare il +27,0% rispetto a quelli da uomo (parliamo di una differenza di +12,30 centesimi di euro a millilitro). In 20 casi su 27 il prezzo per millilitro più alto è stato per le donne.

Cura del corpo e abbigliamento

Un’ulteriore analisi di idealo su altre 6 categorie merceologiche (nel dettaglio: bagnoschiuma, creme depilatorie, giacche & cappotti, maglie & felpe, shampoo & balsamo e t-shirt) ha rivelato come nel caso dei prodotti per la cura del corpo l’uomo spenda mediamente  il +25,6%.

In particolar modo, nel caso degli shampoo e dei balsamo questi sembrerebbero più cari nella versione “maschile” (+65,4%), così come più care sono anche le t-shirt da uomo (+33,6% rispetto alla versione “femminile”) e i bagnoschiuma (+11,0% rispetto alla versione “femminile”).

Nel caso delle giacche e dei cappotti, infine, questi sarebbero più cari per le donne (+7,5%), così come le maglie e le felpe (+4,2%) e le creme depilatorie (+3,5%).

Il commento di Idealo

“Dal nostro studio abbiamo evinto come, nonostante si parli spesso solo di Pink tax, esista anche una “tassa” per i prodotti per uomini, che per alcuni articoli sono costretti a pagare di più rispetto alle donne. Parliamo infatti della cosiddetta “Blue tax” – ha commentato Antonio Pilello, Responsabile PR e Comunicazione di idealo Italia –  Tuttavia possiamo affermare con certezza che i rincari sui prodotti femminili sono sempre più alti rispetto a quelli sui prodotti maschili. Come si può ovviare al fenomeno? Studiando la fluttuazione dei prezzi, ovvero la variazione dei costi nel tempo. Le donne, in particolare, devono prestare più attenzione poiché la fluttuazione media dei prodotti a loro dedicati è pari al 49,6%, mentre quella dei prodotti maschili è in media del 33%. Le fluttuazioni, quindi, possono annullare completamente gli effetti della Pink tax, permettendo alle consumatrici di risparmiare.”