Vai al contenuto

Scarsità di semiconduttori: perché sono così importanti

Da due anni a questa parte, un fenomeno difficilmente pronosticabile sino alla fine dello scorso decennio si è palesato nel mondo industriale: la carenza, piuttosto forte, di semiconduttori. Un fenomeno, ad onor del vero, che non è la prima volta che si manifesta in ambito industriale a livello mondiale, considerato che in altre quattro situazioni, tra l’ultimo decennio del vecchio millennio e il primo del nuovo, aveva fatto capolino.

Nel passato, però, mai si era vista una carenza di semiconduttori come avvenuto nel corso dell’ultimo biennio, creando non poche problematiche anche per i cittadini comuni, visto il loro grande ricorso agli strumenti tecnologici. E la tecnologia, in particolar modo negli ultimi dieci anni, è diventata un elemento di fondamentale importanza nella vita delle persone, che con uno smartphone, ad esempio, possono snellire aspetti burocratici evitando annose perdite di tempo piuttosto che trovare un po’ di sano relax psicofisico grazie a portali come Simpleescorts.com

Perché la pandemia è la principale responsabile dell’attuale situazione

Inutile negare come la crisi dei semiconduttori sia coincisa, in buona sostanza, con la comparsa della pandemia, toccando oltre 170 settori industriali in ogni angolo del pianeta terra. Una situazione che ha portato anche alla nascita di fenomeni di contrabbando ad Hong Kong dovuta alla scarsità di microchip disponibili a causa della crisi sanitaria, che hanno generato un mercato parallelo a quello ufficiale con risultati tutt’altro che positivi per i consumatori finali, data la scarsa qualità del materiale.

La pandemia, purtroppo, ha portato ad un blocco generale della produzione su vasta scala mondiale e ad altri generalizzati che hanno causato l’esaurimento delle scorte, alle quali, poi, si è aggiunta la forte difficoltà nel reperimento delle materie prime. In questo contesto, oltretutto, si è verificata una forte richiesta di personal computer come non accadeva, ormai, da oltre un decennio.

Negli anni ‘10, archiviati alla storia come quelli dell’era digitale, la gente comune ha progressivamente abbandonato l’utilizzo del personal computer in favore dello smartphone, grazie alla molteplicità di funzioni che ha acquisito nel corso del tempo. L’avvento della pandemia, però, ha costretto moltissimi soggetti a ricorrere allo smart working, dove l’utilizzo del personal computer è indispensabile per poter adempiere ai propri doveri professionali.

Ad inasprire la situazione, poi, ha pesato la guerra dei dazi commerciali tra USA e Cina, che ha contraddistinto il mondo finanziario ed economico nella seconda metà del 2018 ed ancora oggi, seppur tramutata all’atto pratico in misura meno “violenta” di quanto avesse originariamente paventato Donald Trump (all’epoca Presidente degli Stati Uniti d’America), incide sulla scarsità di semiconduttori in circolazione.

Anche la guerra commerciale tra Usa e Cina incide sulla scarsità di semiconduttori in circolazione

Le limitazioni imposte ad alcune aziende cinesi produttrici di microchip, ad esempio, hanno costretto le società statunitensi a rivolgersi a soggetti che erano già arrivati alla loro capacità produttiva massima, creando un danno per le stesse aziende a stelle e strisce. Nell’attuale situazione, quindi, la domanda di microchip supera, di gran lungo, l’offerta, creando gravi difficoltà anche solo per reperire una scheda grafica.

Questa situazione si riflette in un aspetto rilevante della produzione aziendale in tutti i paesi del mondo: l’aumento dei costi, piuttosto marcato complice anche per il vorticoso innalzamento del costo delle materie prime, a causa delle enormi difficoltà nel reperire pezzi di ricambio per i dispositivi elettronici.

Questa situazione ha avuto riflessi anche nella produzione di alcuni prodotti di grandi colossi come Sony, Microsoft e Apple, che hanno dovuto limitare la produzione di console da gioco e smartphone a causa dell’assenza dei materiali necessari alla produzione dei dispositivi. Secondo alcuni analisti, questa situazione di grande incertezza potrebbe protrarsi sino alla metà del 2023, anche se qualche piccolo spiraglio di luce potrebbe intravedersi già alla fine del 2022.

Argomenti