SEO&Love: la grande storia d’amore, tra SEO e content

L’evento nato dall’idea di Salvatore Russo mira a analizzare nella stessa giornata due elementi utili, se non necessari, l’uno all’altro. Formato smart e accattivante

Salvatore Russo

Sabato 10 febbraio a Verona si è tenuto SEO&Love, giornata di interventi di professionisti del SEO e dei contenuti. Formato smart e accattivante, dalla location, il suggestivo Teatro Nuovo, ai temi trattati negli speech: contenuti, creatività, storytelling, neuromarketing e seo, analisi di algoritmi di Google, e tutto il “come fare” dal punto di vista tecnico.
La giornata ha visto quindi interventi di imprenditori e professionisti di entrambi gli ambiti, contenuti e seo. Lato contenuti i temi sono stati ad esempio lo storytelling, dove Andrea Fontana, sociologo della comunicazione e dei media narrativi, vestito da chef, ha esposto gli ingredienti base di un buon racconto, utili per raggiungere un aumento del capitale informativo al di là di quello finanziario. Sé redentivo, tensione sociale o individuale e compimento emotivo. Inoltre bisogna sempre ricordare che si scrive per gli utenti e non per il motore di ricerca. Anche Ermes Maiolica ha parlato di storytelling, ma da un altro punto di vista. Le storie inventate, o più comunemente fake news. Maiolica ha cominciato solo sei anni fa a produrre notizie esageratamente finte, che però venivano condivise e commentate, da molti, forse troppi.
Paolo Iabichino, chief creative officer di Ogilvy & Mathers Italia, ha parlato di contenuti sul palco di SEO&Love. Contenuti che arrivino al cuore del cliente, cercare l’applauso nel pubblico e non mirare a un target, un’obiettivo. Parla di Millennials, di generazione z, che non deve essere tempestata di informazioni e di pubblicità invasiva, perché l’ad block sta raggiungendo percentuali sempre maggiori e sono i nuovi giovani a cercare, o meglio scegliere, il brand. Prendere posizione e non posizionarsi. Sono alcuni dei temi toccati nel corso del suo speech.
Alessio Beltrami, autore di libri dedicati al content marketing, parla o meglio canta e analizza i testi delle più note canzoni italiane. Un esempio esplicativo di “ricerca” SEO di un titolo è “Ciao Mamma” di Jovanotti, non solo il titolo della sua canzone ma le due parole immancabili in televisione.
Il pomeriggio, iniziato dopo uno squisito pranzo con risotto all’amarone e prodotti – perlopiù sottoli e salumi – dell’oleificio Redoro, ha visto le testimonianze dei Irene Colzi, fashionblogger, e Flavia Imperatore, foodblogger, fondatrice ed autrice di Misya.info, il suo blog da oltre 500.000 visite al giorno. Entrambi due progetti nati per caso e da un hobby, e solo dopo alcuni anni diventati fonti di reddito e un vero e proprio business.
Immancabile Salvatore Aranzulla, che a 10 giorni dall’uscita del suo libro “Il metodo Aranzulla”, ha tenuto un’ora di intervento sul “come fare…”. Consigli sui migliori programmi da usare, sulle ricerche da effettuare per trovare i termini corretti e efficaci per costruire un titolo SEO, come organizzare il proprio sito, come e quando aggiornare i contenuti e saper buttare via, ossia cancellare i post più datati e meno visitati, indispensabile per gli algoritmi di Google che considerano la “freschezza” delle notizie.
Andrea Saletti, web marketing manager, parla di neuromarketing e di attenzione, svela i trucchetti dei brand per far risaltare il proprio nome. Tutto parte da un processo mentale e di equilibrio, di punti fissi e di riferimento, e le “pagine web che funzionano sono quelle sanno veicolare l’attenzione dell’utente verso il suo problema, e la soluzione ad esso”.
Tutta la giornata trainata dall’organizzatore, Salvatore Russo, che ha presentato e in alcuni casi intervistato i relatori.
In occasione di SEO&Love 2018 Salvatore Russo ha consegnato due premi di comunicatore universale, per sottolineare come certi comunicatori e imprenditori in Italia siano riusciti ad arrivare a tutta la Penisola, sfruttando i canali presenti: uno a Piero Angela, di cui abbiamo già parlato, l’altro a Giovanni Rana, fautore del personal branding, ma senza sapere cosa fosse.