Il gioco online è diventato una componente centrale del mercato italiano del gioco pubblico. La diffusione degli smartphone, la disponibilità di connessioni veloci e l’evoluzione delle piattaforme digitali hanno modificato il modo in cui una parte dei consumatori accede a scommesse sportive, giochi di carte, casinò, lotterie e altre forme di intrattenimento regolamentato.
I numeri mostrano un comparto ormai di dimensioni considerevoli, ma per comprenderne il valore occorre distinguere tra raccolta e spesa effettiva. La prima misura tutte le somme giocate, comprese quelle che vengono successivamente restituite sotto forma di vincite; la seconda rappresenta invece la differenza tra quanto giocato e quanto vinto. È proprio questa distinzione a permettere una lettura corretta del peso economico del settore, evitando di confondere decine di miliardi di giocate con altrettanti miliardi di ricavi.
Un mercato sempre più digitale
Secondo il Libro Blu 2024 dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, nel 2024 la raccolta del gioco online in Italia ha raggiunto 92,09 miliardi di euro, rispetto agli 82,54 miliardi del 2023. La crescita annuale è stata quindi dell’11,57%, un ritmo nettamente superiore a quello registrato dal canale fisico.
Il dato assume ancora più rilevanza se confrontato con i 157,39 miliardi di euro della raccolta complessiva del gioco pubblico italiano. Il canale a distanza ha rappresentato circa il 58,5% del totale, mentre alla rete fisica sono stati attribuiti 65,30 miliardi.
Questo significa che ormai più della metà del denaro complessivamente movimentato attraverso il gioco regolamentato passa da Internet. Non significa però che gli operatori abbiano ottenuto ricavi per 92 miliardi di euro. Una parte molto consistente delle somme viene infatti restituita ai giocatori attraverso le vincite, soprattutto nelle tipologie caratterizzate da payout elevati.
Il passaggio verso il digitale appare quindi evidente sia nei volumi sia nelle abitudini degli utenti, che possono accedere ai servizi attraverso computer, smartphone e applicazioni. La comodità di utilizzo favorisce inoltre un’offerta disponibile praticamente in ogni momento della giornata.
Raccolta e spesa raccontano due mercati differenti
Per capire quanto vale realmente il settore bisogna quindi osservare con attenzione le definizioni utilizzate dalle statistiche ufficiali. La raccolta misura il volume lordo delle giocate, mentre la spesa corrisponde alla raccolta al netto delle vincite restituite.
Nel 2024, considerando complessivamente gioco fisico e gioco a distanza, ADM ha rilevato una spesa effettiva di 21,55 miliardi di euro, in aumento del 4,48% rispetto all’anno precedente. Nello stesso periodo il gettito erariale complessivo derivante dal gioco si è attestato a circa 11,56 miliardi di euro.
Il confronto tra questi valori e i 157,39 miliardi di raccolta totale mostra quanto possa essere fuorviante utilizzare soltanto il valore delle giocate per rappresentare economicamente il comparto. Nel segmento digitale questa differenza è particolarmente evidente a causa della velocità con cui le somme possono essere giocate, vinte e nuovamente utilizzate.
La crescita dell’online non riguarda inoltre una sola categoria. I dati ADM relativi al 2024 indicano incrementi della raccolta delle lotterie online, dei giochi di abilità e dei giochi a base sportiva. Il settore sta quindi sviluppando un’offerta digitale sempre più articolata, nella quale convivono prodotti molto differenti tra loro.
Scommesse sportive e utilizzo attraverso dispositivi mobili
Le scommesse rappresentano una delle componenti più riconoscibili del mercato digitale. Secondo i dati ADM riferiti al 2024, la raccolta dei giochi a base sportiva online è cresciuta dell’11,72% rispetto all’anno precedente, confermando il ruolo di questo segmento all’interno dell’offerta regolamentata.
La disponibilità delle scommesse online in Italia consente agli utenti maggiorenni di accedere tramite Internet a mercati relativi al calcio e a numerose altre discipline sportive. La trasformazione più significativa riguarda però probabilmente il dispositivo utilizzato: lo smartphone permette di consultare eventi, quote e risultati praticamente ovunque sia disponibile una connessione.
Il fenomeno non riguarda soltanto l’Italia. Secondo la European Gaming and Betting Association, sulla base dei dati elaborati insieme a H2 Gambling Capital, nel 2024 i dispositivi mobili hanno generato il 58% dei ricavi del gioco online europeo, rispetto al 56% dell’anno precedente.
Anche le scommesse sportive mostrano una marcata propensione verso il digitale. A livello europeo il betting su sport ed eventi ha generato nel 2024 circa 20,1 miliardi di euro di GGR, dei quali 13,7 miliardi attraverso il canale online. La tendenza suggerisce che smartphone e piattaforme mobili continueranno ad avere un ruolo determinante nell’evoluzione commerciale del comparto.
Nuove concessioni e maggiore selezione degli operatori
La crescita economica del settore procede parallelamente a una profonda revisione del suo quadro normativo. Il Decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41 ha avviato il riordino del gioco pubblico partendo proprio dal gioco a distanza e definendo nuove regole per concessioni, tutela dei giocatori e contrasto all’offerta illegale.
Uno degli elementi destinati a incidere maggiormente sulla struttura del mercato riguarda il costo delle nuove concessioni. La normativa prevede un corrispettivo una tantum di 7 milioni di euro per ciascuna concessione, con un limite massimo di cinque concessioni richiedibili dallo stesso gruppo societario.
Un livello di investimento di questa portata tende naturalmente a favorire operatori dotati di maggiori dimensioni finanziarie e capacità tecnologiche. Il mercato potrebbe quindi attraversare una fase di maggiore concentrazione, con gruppi capaci di distribuire su un’ampia base di utenti i costi relativi a licenze, tecnologia, sicurezza informatica, sistemi di pagamento e adempimenti regolamentari.
Il futuro del comparto dipenderà anche dalla capacità di mantenere il gioco all’interno del circuito autorizzato. La concorrenza dei siti illegali rappresenta infatti un problema sia per gli operatori concessionari sia per lo Stato, oltre a ridurre le garanzie disponibili per gli utenti. Identificazione digitale, controllo dei conti, sistemi di autoesclusione e monitoraggio delle transazioni assumono quindi un peso crescente.
Le prospettive del gioco online verso il 2029
Le previsioni europee indicano che la digitalizzazione del gioco dovrebbe proseguire anche nei prossimi esercizi. EGBA e H2 Gambling Capital hanno calcolato per il 2024 un GGR del gioco online europeo di 47,9 miliardi di euro, corrispondente al 39% dell’intero mercato del gioco del continente.
Le stime indicavano per il 2025 il raggiungimento di circa 51,1 miliardi di euro e di una quota del 40% del mercato. Su un orizzonte più ampio, il valore del gioco online europeo potrebbe arrivare a 66,8 miliardi di euro nel 2029, con un tasso medio annuo di crescita del 6,9%. Il gioco terrestre dovrebbe crescere a un ritmo decisamente più contenuto, pari all’1,8% annuo.
Se queste dinamiche saranno confermate, la distanza tra canale digitale e rete fisica continuerà progressivamente a ridursi. Le opportunità per gli operatori non dipenderanno però soltanto dall’aumento dei volumi. Tecnologia, sicurezza e regolamentazione diventeranno fattori competitivi sempre più rilevanti, insieme alla capacità di sviluppare piattaforme efficienti sui dispositivi mobili.
Per il mercato italiano le prospettive restano quindi legate a due forze che procederanno contemporaneamente: la crescita della domanda digitale e una selezione più rigorosa degli operatori autorizzati. Il settore potrebbe continuare ad aumentare il proprio peso, ma all’interno di un sistema nel quale requisiti economici, protezione degli utenti e contrasto all’offerta irregolare avranno un ruolo sempre più determinante.