Negli USA lo shopping online da ubriachi vale 45 miliardi di dollari

Il 79% dei consumatori di alcolici ha acquistatato, almeno una volta, un prodotto da ubriaco e la spesa media annua è di 444 dollari: sono questi i risultati dello studio di The Hustle.

Shopping ubriachi

Si sa: bere alcolici riduce le inibizioni, portando le persone a compiere azioni che, probabilmente, non avrebbero mai compiuto da sobri. Ma come si traducono questi comportamenti quando entra in gioco lo shopping online?

A dare una risposta a questa domanda ci ha pensato The Hustle, che ha condotto un sondaggio su oltre 2.000 adulti americani che consumano alcool e scoprendo che il mercato degli acquisti da ubriachi è stimato essere di 44,8 miliardi di dollari.

Il profilo del cosumatore ubriaco

Dallo studio è emerso che il 79% dei consumatori di alcolici ha effettuato almeno un acquisto da ubriaco, spendendo mediamente 444 dollari all’anno e acquistando, principalmente su Amazon, capi di abbigliamento e scarpe.

Le donne (80%) sono leggermente più propense degli uomini (78%) al drunk shopping: un dato che ha senso, dal momento che le donne generalmente acquistano più degli uomini (soprattutto online).

Riguardo all’età, i consumatori ubriachi tendono ad essere più giovani: sono, in particolare, i millennial a detenere il primato, superando i baby boomer del 13%.

Analizzando, invece, il tipo di professioni, si può notare come gli sportivi siano in cima alla piramide: il che non soprende considerando il legame inscindibile tra sport e birra. Non soprendono particolarmente neanche chi lavora nel marketing e nel recruiting, considerati ambiti altamente sociali. Ciò che è un po’ più preoccupante è il settore dei trasporti, del petrolio e dell’energia, noti, invece, per lunghe ore di lavoro, spesso solitarie. Al lato opposto troviamo invece scrittori, giornalisti e artisti, meno propensi a spendere denaro da ubriachi.

Gli alcolici preferiti per fare shopping

Birra, vino e liquore sembrano avere la stessa responsabilità per il terribile processo decisionale.

Tuttavia, queste percentuali variano ampiamente per genere: il 45% degli uomini preferisce la birra e il 50% delle donne preferisce il vino. Sul fronte dei liquori, il 26% degli uomini preferisce il whisky, mentre il 13% delle donne preferisce la vodka.

Cosa comprano le persone ubriache?

Ora che abbiamo determinato chi fa shopping da ubriaco e quanto spende, la domanda è: ma cosa comprano?

Le categorie di prodotto preferite dagli ubriachi sono abbigliamento e di scarpe, ma anche l’intrattenimento (film, giochi) e i gadget tecnologici sono scelte popolari.

Volendo però farci qualche risata, ecco una selezione dei prodotti più strani fatta dagli utenti a The Hustle:

  • 200 libbre di bambù fresco lungo 10 piedi
  • Una baionetta della seconda guerra mondiale
  • Un castello gonfiabile gonfiabile a grandezza naturale (“Per il mio salotto”)
  • Un tiralatte (“I’m a dude”)
  • Una scheggia che è stata rimossa dal piede dell’ex Star dell’NBA, Olden Polynice
  • La stessa maglia indossata da Michael J. Fox in Ritorno al futuro
  • Una coppia di occhiali da visione notturna da $ 2,200
  • Un abbonamento NRA (National Rifle Association, un’organizzazione che agisce in favore dei detentori di armi da fuoco degli Stati Uniti d’America)
  • Una trilogia di libri religiosi satanici

È però interessante notare che, nonostante l’assurdità di questi articoli, pochissime persone riferiscono di provare rimpianti: gli acquirenti ubriachi ammettono che l’eCommerce abbia amplificato le loro abitudini di acquisto, tuttavia, solo il 20% delle persone restituisce ciò che ha comprato e solo il 6% se ne pente.

I brand lo sanno e si approfittano della tua ubriachezza

I rivenditori fanno di tutto per sfruttare questi momenti di poca lucidà e catturare una fetta di questo mercato da 45 miliardi di dollari. Molti negozi online sfruttano, infatti, attivamente gli acquirenti ubriachi con vendite flash a tarda notte.

L’esperienza di shopping online è già costellata di trucchi psicologici per farci comprare cose che non ci servono: basta aggiungere alcol – che riduce il controllo inibitorio, l’autocontrollo e le capacità decisionali – e la ricetta per il disastro perfetto è assicurata.