Promuovere l’equità all’interno del contesto lavorativo è diventato un fattore determinante per la sostenibilità economica e strategica delle imprese. Negli ultimi anni, l’Italia ha introdotto strumenti normativi specifici per incoraggiare le aziende a ridurre le disparità tra uomini e donne.
La certificazione della parità di genere rappresenta un passaggio cruciale per attestare l’impegno verso un ambiente di lavoro inclusivo, infatti offre alle imprese opportunità concrete di crescita reputazionale e significativi benefici di natura fiscale. Scopriamoli insieme.
INDICE DEI CONTENUTI
L’importanza dell’equità e dell’inclusione nel mondo del lavoro
Il mercato del lavoro contemporaneo richiede modelli organizzativi capaci di valorizzare le competenze di ciascun individuo, superando gli ostacoli storici che hanno limitato la partecipazione femminile. L’inclusione non è soltanto un principio etico, ma un fattore in grado di migliorare la produttività e la capacità di attrazione dei talenti.
Il divario retributivo gender pay gap e la scarsa presenza femminile nei CDA
In Italia, il differenziale retributivo di genere costituisce ancora una problematica strutturale rilevante. Le donne infatti percepiscono mediamente retribuzioni inferiori rispetto ai colleghi uomini a parità di mansione e livello di inquadramento.
A questo fenomeno si aggiunge la persistenza del cosiddetto soffitto di vetro, che ostacola l’accesso della componente femminile alle posizioni apicali e nei consigli di amministrazione. L’assenza di donne nelle funzioni direttive priva le aziende di prospettive strategiche fondamentali e limita il potenziale innovativo delle organizzazioni.
Il nuovo sistema di certificazione della parità di genere in Italia uni prassi 125
Per strutturare un percorso oggettivo di misurazione, l’Italia ha adottato la UNI/PdR 125:2022, la prassi di riferimento che definisce le linee guida per il sistema di gestione della parità di genere.
La prassi impone l’adozione di specifici indicatori di prestazione (KPI) attraverso cui valutare le politiche aziendali sul tema dell’inclusione. Ottenere questa certificazione consente di attestare ufficialmente l’idoneità delle politiche interne e di dimostrare l’impegno dell’organizzazione verso la riduzione del divario di genere.
I sei macro indicatori per ottenere il bollino
Per conseguire il certificato è necessario che l’azienda raggiunga un punteggio minimo complessivo del 60% attraverso l’analisi di sei macro-aree di valutazione stabilite dalla prassi UNI.
Cultura aziendale governance e processi HR
La prima fase di analisi riguarda i principi fondamentali dell’organizzazione e i meccanismi gestionali:
- Cultura e strategia: misura l’efficacia dell’ambiente di lavoro nel promuovere l’inclusione, valutando la presenza di codici etici e percorsi formativi interni contro ogni forma di discriminazione o molestia.
- Governance: analizza la presenza della componente femminile negli organi di indirizzo e di controllo aziendali, verificando la trasparenza nei processi decisionali.
- Processi HR: valuta le procedure di reclutamento, selezione, assunzione e gestione della carriera, garantendo che siano basate unicamente sul merito e libere da pregiudizi di genere.
Opportunità di crescita inclusione e tutela della genitorialità
Le altre aree focalizzano l’attenzione sullo sviluppo professionale e sull’equilibrio tra vita privata e lavorativa:
- Opportunità di crescita e neutralità professionale: monitora la progressione di carriera e l’accesso ai corsi di formazione, assicurando pari opportunità di promozione a parità di competenze.
- Equità remunerativa per mansione: misura lo scostamento salariale applicato ai diversi livelli d’inquadramento per individuare e correggere eventuali ingiustizie retributive.
- Tutela della genitorialità e conciliazione vita-lavoro: analizza i servizi offerti a supporto della maternità e della paternità, tra cui l’adozione dello smart working, l’orario flessibile e il sostegno al rientro dal congedo.
Tabella requisiti obbligatori per la certificazione parità di genere
La tabella seguente illustra la suddivisione percentuale dei sei macro-indicatori previsti dalla UNI/PdR 125:2022 e specifica la soglia minima richiesta per accedere all’audit di conformità.
| Area di valutazione | Peso percentuale sul totale | Soglia minima di conformità |
| Cultura e strategia | 15% | 60% dei KPI di area |
| Governance | 15% | 60% dei KPI di area |
| Processi HR | 10% | 60% dei KPI di area |
| Opportunità di crescita | 20% | 60% dei KPI di area |
| Equità remunerativa | 20% | 60% dei KPI di area |
| Tutela genitorialità e work-life balance | 20% | 60% dei KPI di area |
I benefici economici immediati per le PMI
L’ottenimento della certificazione di parità non rappresenta soltanto una scelta di responsabilità sociale, ma garantisce vantaggi finanziari e competitivi di grande rilievo, pensati in particolar modo per le piccole e medie imprese.
Sgravio sui contributi previdenziali a carico del datore di lavoro fino a 50mila euro
Il principale incentivo economico riguarda la riduzione della pressione contributiva a carico dell’azienda. Come stabilito dalle disposizioni legislative, le imprese certificate beneficiano di uno sgravio contributivo fino all’1% sui contributi previdenziali complessivi a carico del datore di lavoro.
Questo beneficio fiscale è applicato fino a un soffitto massimo fissato a 50.000 euro all’anno per singola azienda. Si tratta di un risparmio diretto capaci di ripagare ampiamente i costi sostenuti per l’implementazione del sistema di gestione e l’adeguamento dei processi aziendali.
Punteggi premiali e agevolazioni per la partecipazione a bandi PNRR e appalti pubblici
Le aziende in possesso della certificazione ottengono un netto vantaggio competitivo nel settore delle commesse pubbliche:
- Premialità nei bandi di gara: i codici degli appalti prevedono un punteggio aggiuntivo nelle graduatorie delle gare di affidamento indette dalle pubbliche amministrazioni.
- Riduzione delle garanzie fideiussorie: è prevista una riduzione del 30% sulla garanzia provvisoria richiesta per la partecipazione alle procedure d’appalto, con un evidente risparmio di liquidità.
- Criteri premiali nel PNRR: la conformità agli standard di parità costituisce un titolo preferenziale o vincolante per l’assegnazione dei fondi e dei finanziamenti legati alle risorse europee.
L’iter da seguire dalla pre-audit al rilascio del certificato
Ottenere il bollino di parità richiede il completamento di un percorso strutturato che coinvolge tutti i livelli dell’organizzazione aziendale:
- Analisi preliminare e gap analysis (pre-audit): l’azienda esegue una prima mappatura interna per verificare il livello di aderenza ai KPI previsti dalla UNI/PdR 125:2022 e individuare le carenze da colmare.
- Definizione del piano strategico: la direzione redige un documento formale contenente le azioni correttive, gli obiettivi di miglioramento nel breve e lungo termine e la nomina di un comitato guida dedicato.
- Adozione del sistema di gestione: vengono attivate le politiche aziendali necessarie per garantire l’equità nelle fasi di selezione, retribuzione, formazione e gestione della genitorialità.
- Audit formale di certificazione: un organismo di certificazione accreditato presso l’ente nazionale di accreditamento (i cui elenchi sono consultabili su Accredia – Ente Italiano di Accreditamento) effettua la verifica documentale e sul campo per accertare il raggiungimento del punteggio minimo del 60%.
- Rilascio e monitoraggio annuale: in caso di esito positivo, il certificato viene rilasciato con una validità di tre anni, subordinato a verifiche annuali di mantenimento per monitorare i progressi del piano strategico.