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Come fare la prima nota cassa e registrare entrate e uscite

Prima nota di cassa: un commesso alla cassa

La gestione quotidiana dei movimenti di denaro è una delle attività più importanti nelle piccole e medie imprese. Ciononostante, molto spesso viene sottovalutata. Avere un quadro chiaro di ciò che entra ed esce permette di prevenire errori, evitare sfasamenti di cassa e migliorare integralmente la pianificazione finanziaria. La prima nota cassa è uno strumento semplice, alla portata di tutti, ma fondamentale per mantenere ordine, trasparenza e controllo del flusso economico. Capire come compilarla correttamente aiuterà qualsiasi attività a operare con maggiore sicurezza.

Che cos’è la prima nota cassa e a cosa serve per le piccole e medie imprese

La prima nota cassa è, di fatto, un registro. Esso raccoglie tutte le entrate e le uscite relative ai movimenti di contanti e dei pagamenti tramite POS. Non ha lo scopo di sostituire la contabilità ufficiale, ma rappresenta un documento preliminare, e quotidiano, il quale consente all’imprenditore di mantenere sempre sotto controllo la liquidità disponibile.

Nel caso di una PMI, questo strumento è particolarmente utile. Esso consente, infatti, di monitorare il saldo in tempo reale; individuare eventuali differenze tra incassi registrati e contanti effettivi in cassa; tracciare ogni transazione, compresa la più piccola e apparentemente insignificante; agevolare il commercialista con cui si collabora nella definizione della contabilità formale; migliorare la gestione delle spese ricorrenti e del flusso di danaro liquido (cash flow). È facilmente comprensibile quanto tutti questi tratti possano aiutare la gestione quotidiana e periodica di un negozio o punto vendita.

La prima nota cassa funge da diario economico quotidiano. è uno strumento semplice e immediato, ma fondamentale per evitare di incorrere in errori che, ripetendosi nel tempo, potrebbero generare squilibri finanziari o presentare problemi con la rendicontazione di più difficile soluzione.

Chiarimenti normativi relativi alla prima nota cassa: è obbligatoria per tutte le PMI?

Non sono pochi gli imprenditori che si domandano se la prima nota cassa sia un adempimento obbligatorio per legge. In realtà, non esiste alcuna norma che imponga alle PMI di tenere questo registro. Tuttavia, la sua utilità pratica è tale che molti commercialisti ne raccomandano comunque la compilazione. Non si tratta dunque di un obbligo, bensì di una comodità.

Vi sono delle casistiche nelle quali è pressoché necessario gestire il flusso di danaro tramite prima nota cassa. Di nuovo, non vi sono imposizioni legali, ma il buon senso porta comunque a tenerla laddove la gestione del contante sia particolarmente frequente; l’azienda desideri tenere traccia dei movimenti giornalieri in maniera sempre precisa; il commercialista domandi un riepilogo preciso di contabilità, ordinaria o semplificata che sia; l’impresa sia soggetta a specifici controlli interni o a procedure di audit.

La prima nota cassa, dunque, non è mai formalmente obbligatoria, ma rappresenta un supporto documentale utile in caso di verifica fiscale. Aiuta infatti a dimostrare la coerenza dei movimenti. La mancanza di un registro chiaro può rendere più difficile risalire al dettaglio delle operazioni, aumentando il rischio di incongruenze. Vale dunque la pena di tutelarsi ed evitare scomode eventualità di questo tipo.

Come si struttura il registro di prima nota: che cosa includere

Una prima nota cassa efficace deve essere strutturata in modo chiaro e lineare. Se così non fosse, l’operazione perderebbe gran parte della sua efficacia e la sua stessa utilizzazione si dimostrerebbe controproducente. Per metterla nero su bianco, è possibile impiegare un foglio Excel; un quaderno prestampato o anche un software gestionale. Indipendentemente dalle proprie preferenze, gli elementi fondamentali da includere restano sempre gli stessi.

I campi necessari sono:

  • data dell’operazione;
  • descrizione (dettagliata) del movimento effettuato;
  • importo in entrata;
  • importo in uscita;
  • causale (generalmente si tratterà di fenomeni quali incasso vendita; rimborso; pagamento fornitore…);
  • metodo di pagamento (contante, POS, assegno o altri);
  • saldo aggiornato dopo il calcolo del movimento.

Una strutturazione corretta consente la visualizzazione, in singolo colpo d’occhio, dello stato della cassa, oltre che l’individuazione veloce di eventuali, e possibili, errori o anomalie. Importante è anche la cronologia. Per praticità e comodità di consultazione, gli ingressi devono essere riportati nell’ordine in cui avvengono, altrimenti, si genererà soltanto confusione.

Cosa registrare: entrate, uscite, descrizione, data, importo e saldo

In base a quanto appena scritto, è bene che la prima nota cassa raccolga ogni singola operazione che coinvolge denaro contante o movimenti immediati. Essa includerà dunque vendite dirette pagate in contanti e/o incassi tramite POS, qualora siano gestiti insieme al liquido; anticipi e acconti dei clienti; restituzioni o rimborsi di merci difettose o non gradite; pagamenti ai fornitori e altre spese giornaliere, dalla cancelleria all’acquisto di piccoli materiali, fino ai trasporti; prelievi o versamenti effettuati dal titolare e movimenti straordinari, come donazioni o altre entrate casuali.

Quando compili la prima nota cassa, tieni ben presente che la descrizione deve essere sempre chiara e comprensibile. Indica il motivo dell’operazione e, possibilmente, tutti i soggetti coinvolti. L’obiettivo deve essere quello di evitare lacune, o annotazioni generiche, le quali creerebbero confusione in fase di revisione.

Un esempio pratico di compilazione della prima nota cassa

Di seguito, riportiamo un esempio pratico di tre movimenti registrati in una piccola attività commerciale, così da capire meglio come funzioni, nello specifico, una prima nota cassa:

DataDescrizioneEntrateUsciteSaldo
01/04Incasso vendita giornaliera€250€250
02/04Acquisto materiali pulizia€30€220
03/04Incasso POS€180€400

In questo schema, naturalmente semplificato per essere quanto più esaustivo possibile, si vede come ogni movimento modifichi il saldo finale. La chiarezza dei campi permette di capire immediatamente quali operazioni hanno generato incassi e quali, invece, abbiano comportato spese. L’obiettivo della prima nota cassa non è la complessità, semmai proprio il contrario. Nella registrazione quotidiana, si dovrebbe prediligere la precisione certosina.

Errori comuni da evitare

Nonostante la prima nota cassa sia uno strumento piuttosto semplice, alcuni errori sono piuttosto frequenti, durante la sua compilazione. Registrare i movimenti in maniera saltuaria porta alla dimenticanza di transazioni e genera confusione. Inserire operazioni con descrizioni vaghe, quando non proprio imprecise o inesatte, o senza dettagli rilevanti, creerà problemi durante la quadratura della cassa di fine giornata. Molto spesso si evita, deliberatamente, di inserire i movimenti minori, per pigrizia o svogliatezza. A lungo andare, ciò può portare ad ammanchi considerevoli.

Altri due tipici errori con cui i commercialisti si trovano a dover combattere, nella consultazione della prima nota, sono la confusione tra pagamenti tracciabili e quelli in contanti, che spesso vengono registrati male, e la mancanza di aggiornamento del saldo, fino a un punto nel quale si avrà un distacco importante tra valore riportato e realtà di quanto sia davvero presente in cassa. Evitare sviste di questo tipo ti permetterà di mantenere sempre affidabile la tua prima nota cassa. Ciò ti sarà utile tanto per il controllo interno quanto per la contabilità ufficiale.

Software e app per semplificare la gestione della prima nota cassa

Oggi esistono numerosi strumenti digitali che permettono di compilare la prima nota cassa in modo rapido e preciso. Le soluzioni più diffuse includono l’impiego di un software gestionale in cloud tra i numerosi che esistono dedicati alle PMI; come per esempio Quickbooks online, uno tra i più popolari in circolazione. Ci si può inoltre servire di applicazioni dedicate all’amministrazione finanziaria, le quali sincronizzano movimenti, saldo e categorie. Chi preferisca un approccio più manuale, e meno automatizzato, potrà invece servirsi di fogli di calcolo. Chiunque desideri avere una linea diretta sempre aperta con il proprio commercialista, potrà farlo utilizzando programmi di contabilità integrata.

Tutti questi strumenti offrono vantaggi concreti. Dalla riduzione degli errori alle registrazioni automatiche, dal backup dei dati alla possibilità di monitorare la cassa. Anche semplicemente da smartphone.

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