Spesa veloce contro spesa lenta: Tesco affronta il problema è propone le sue novità

Da una parte l’introduzione di PayQwiq per i pagamenti mobile dall’altra l’inaugurazione di una corsia pensata per le persone con problemi di disabilità

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Poche ore fa Tesco ha presentato PayQwiq, applicazione che permetterà ai consumatori inglesi di pagare la loro spesa via smartphone. L’app avrà il compito di facilitare e semplificare la fase di checkout, rendendola più veloce, e consentirà di raccogliere i punti fedeltà e registrarli nella Clubcard di Tesco.
Il pagamento avverrà scansionando il proprio smartphone tramite il POS abilitato, stessa modalità prevista anche dai più famosi portafogli digitali di Apple o Google, e sarà possibile spendere in un’unica transazione fino a un massimo di 250 sterline per volta, in modo da rendere fattibile anche la spesa più consistente, quella che ad esempio un cliente potrebbe fare per l’intera settimana. All’interno dell’app si potrà controllare sia la cronologia dei movimenti che il saldo dei punti a disposizione nella propria Clubcard.
I primi test hanno dato tutti dei feedback molto positivi da parte dei consumatori e i vertici di Tesco sono entusiasti di mettere presto a disposizione l’app per tutto il Regno Unito. Questa sarà scaricabile direttamente dall’App Store o da Google Play Store e una volta scaricata sul proprio smartphone il consumatore potrà registrare la carta debito o di credito che intenderà usare per usufruire dei vantaggi del portafoglio digitale di Tesco.

Relaxed Lane

Se da una parte si esalta la velocità e la semplicità dei pagamenti mobile, dall’altra Tesco pensa anche a tutte quelle persone che per vari motivi di salute non sono in grado di maneggiare le più moderne tecnologie. Poco prima dell’annuncio di PayQwiq Tesco ha infatti inaugurato in Scozia la prima “Relaxed Lane”, una corsia pensata apposta per venire incontro ai problemi delle persone che presentano delle disabilità. L’operazione è stata progettata con l’aiuto dell’associazione Alzheimer Scotland ed è rivolta in particolar modo verso quei clienti più anziani che potranno fare la fila alla cassa senza troppe pressioni.
Da quanto emerso, lo staff del supermercato sarà formato in modo da identificare meglio il cliente che ha bisogno di aiuti particolari durante il processo di checkout e poter così intervenire a suo favore. L’obiettivo è rendere la vita più semplice anche a questo tipo di clienti, metterli a conoscenza che possono fare la spesa senza pressioni, secondo i loro ritmi e le loro velocità. La corsia potrà ovviamente essere utilizzata anche da tutte quelle persone che hanno bisogno di più tempo per pagare la propria spesa, come ad esempio potrebbe essere un cliente con dei bambini.

Spesa veloce o spesa lenta?

L’esperimento se andrà a buon fine sarà ovviamente replicato in tutti i punti vendita Tesco e porrà sotto esame la questione “corsia lenta” anche a tutti gli altri player della GDO, sollevata in realtà qualche tempo fa da Sainsbury’s. Corsie preferenziali già esistono all’interno dei supermercati, quelle per le donne incinta ad esempio, in quel caso però si tratta di non far aspettare la donna o l’anziano di turno troppo tempo in piedi davanti a una cassa. Con l’avvento delle casse automatiche e dei pagamenti mobile e contactless molti di questi problemi non si pongono più ma se ne pongono di nuovi che sono legati proprio all’uso della tecnologia. Tecnologia che in alcuni casi non si è in grado di utilizzare o semplicemente non si vuole utilizzare.
Occorre dunque trovare il giusto equilibrio tra le novità proposte da Amazon o da Panasonic e un’altra realtà che si sviluppa in totale opposizione alla filosofia del risparmiare tempo a tutti i costi. La questione, tutto sommato, non è molto lontana dall’essere affrontata anche in Italia dal momento che già supermercati come quelli di Coop in Liguria consentono pagamenti mobile ai propri clienti. È il solito dualismo tra lento e veloce, che proprio in ambito food ha trovato i suoi sostenitori più agguerriti, slow food contro fast food, e che anche nella grande distribuzione dovrà trovare il giusto compromesso.