Retail multicanale e COVID-19: cosa è cambiato durante la pandemia?

Un report pubblicato dalla società Global Data in US mostra come il retail fisico e quello online formino un unico e solo mercato multicanale sempre più competitivo

Un nuovo report intitolato ‘Multichannel Retail and COVID-19′ di GlobalData rileva che le abitudini di acquisto negli Stati Uniti e in Europa hanno subito un drastico cambiamento a causa dei disagi causati dalla pandemia, che ha portato a una rapida adozione e crescita degli acquisti online, ma anche un aumento dei servizi all’interno dei negozi.

Impennata del “click and collect”

Tuttavia, i risultati rivelano che le transazioni effettuate attraverso i canali online (punto di transazione desktop e mobile) non hanno superato il 30% delle vendite totali al dettaglio al momento del picco del lockdown in qualsiasi Paese oggetto dello studio – e molte di queste vendite sono state supportate da negozi fisici, con un’impennata delle vendite al dettaglio “click and collect”.

Il rapporto esplora anche come si è evoluto il comportamento d’acquisto dopo la fine della quarantena e rivela che la penetrazione delle vendite nel canale online sta diminuendo man mano che i consumatori ritornano nei negozi e fanno maggior uso di servizi multicanale in rapida crescita.

Neil Saunders, il principale analista retail di GlobalData, ha commentato: “Nonostante le affermazioni secondo cui la crescita dello shopping online sta portando ad una “apocalisse del retail”, la realtà è che molti retailer di tutti i settori stanno prosperando perché stanno innovando con la multicanalità per fornire un’esperienza di acquisto conveniente per i consumatori. Una parte molto significativa delle vendite che vengono attribuite al canale online sono, infatti, vendite multicanale che si affidano sia ai negozi che all’online per il successo. In media, un terzo degli acquisti “online” non alimentari – dove un cliente esegue effettivamente transazioni online – si affida in realtà a negozi fisici per la selezione, il ritiro o la restituzione dei prodotti“.

Saunders ha detto che il rapporto dissipa anche l’idea che la vendita al dettaglio possa essere accuratamente suddivisa tra canali di acquisto online e offline, ma che i consumatori facciano acquisti contemporaneamente tra i vari canali e li considerino sostituibili.

In tutti i Paesi la maggior parte degli acquirenti afferma che farà un maggiore uso dei servizi multicanale anche quando le cose torneranno alla normalità. Nel frattempo, i dirigenti del settore retail per continuare a essere competitivi devono pianificare d’investire in un business che possa essere più possibile multicanale.

Altri risultati chiave dello studio

  • In occasione dell’emergenza COVID-19, gli ordini effettuati online e ritirati presso il punto vendita sono cresciuti di quasi il 250% negli Stati Uniti.
  • In questo periodo la penetrazione dell’eCommerce nel mercato retail ha raggiunto una quota del 21%, scendendo poi al 17,5% dopo il lockdown. E 1 esperienza di acquisto online su 3 si è avvalsa di un servizio presso un punto vendita come, appunto, il Click & Collect oppure il reso in negozio.
  • ll 68% degli acquirenti americani farà sempre più ricorso alla pratica del Click & Collect.
  • I maggiori tassi di crescita online sono stati registrati da Best Buy (+242%), Target (+195%) e Walmart (+97%) e dai piccoli retailer su Shopify (+119%).
  • La multicanalità ha permesso ai retailer consolidati come Walmart, il cui fatturato è doppio rispetto a quello di Amazon, Target o Costco di essere in competizione anche con gli operatori online, facendo così crescere il numero dei retailer con fatturato annuo superiore a 1 miliardo di $: negli USA sono più di 80. E, in Europa, Tesco è più grande di Amazon in UK, Edeka ha una maggiore quota in Germania e Carrefour, in Francia, ha un fatturato maggiore. Al tempo stesso, i piccoli venditori indipendenti possono utilizzare Walmart, Target, eBay, Etsy o Shopify per sviluppare le proprie attività.
  • La competizione per attrarre i clienti è quindi cresciuta anche nel corso della pandemia e, di conseguenza, si alza l’asticella della qualità dell’esperienza di acquisto, a tutto vantaggio dell’utente finale.