Miroglio Fashion presenta il nuovo piano industriale

Per rilanciare l’azienda, Hans Hoegstedt, a.d. di Miroglio Fashion, potrà contare su 40,8 milioni di euro messi a disposizione per marketing, retail e IT

Miroglio

Da qualche settimana Hans Hoegstedt, amministratore delegato di Miroglio Fashion, ha presentato il nuovo piano industriale dell’azienda di abbigliamento femminile che riunisce marchi come Motivi, Oltre, Fiorella Rubino, Elena Mirò, Caractère, Per te by Krizia, Luisa Viola e Diana Gallesi. La presentazione arriva dopo un profondo rinnovamento e una nuova impostazione organizzativa avvenuta a fine 2016, proprio con l’arrivo di Hoegstedt alla guida dell’azienda, che sta già dando i primi risultati positivi: il primo trimestre 2017 è stato chiuso con ricavi superiori al 18% rispetto lo stesso periodo dell’anno precedente.

Un investimento di 40,8 milioni per rilanciare l’azienda

Il piano industriale ha ricevuto da parte del Consiglio di Miroglio Fashion l’approvazione di un investimento pari a 40,8 milioni di euro, di cui 19,5 milioni per il marketing, 17,4 milioni per il piano di rinnovamento dei negozi e 3,9 milioni per i nuovi progetti IT. Nello specifico sono previsti lavori su 3 diverse aree, quella relativa all’azienda stessa e alla sua riorganizzazione; quella relativa all’assetto strategico; e, infine, quella legata al mondo Retail e alla shopping experience.
La prima fase prevede appunto una riorganizzazione dei ruoli del personale dell’azienda tesa alla valorizzazione delle competenze e dei talenti: solida esperienza e un know-how che unisce cultura artigianale e cura del dettaglio con il nuovo mondo della tecnologia 3D, grande capacità di lavorare su prodotto e vestibilità, fino all’industrializzazione e alla distribuzione attraverso una rete capillare. La strategia aziendale sarà invece rinnovata a partire dal posizionamento dei singoli brand che ha portato Miroglio Fashion a concentrarsi in una prima fase sui 4 brand principali (Motivi, Oltre, Fiorella Rubino ed Elena Mirò), lavorando sull’identità e puntando su un’offerta distintiva e su uno stile più personalizzato. A supporto della nuova identità dei brand, a partire da inizio anno, si sono sviluppati i nuovi store concept e parallelamente lanciate importanti campagne di comunicazione su stampa, radio, web e affissioni. Inoltre, sono stati realizzati eventi con partecipazione di testimonial di spicco come la top model Kate Grigorieva per Motivi e creazioni di capsule collection firmate da personaggi dello spettacolo e della musica, come Vanessa Incontrada per Elena Mirò e Noemi per Fiorella Rubino.

Le novità in ambito Retail e il progetto Miroglio Retail 4.0

Per quanto riguarda il Retail lo scopo è quello di creare una relazione positiva con la cliente, «un rapporto umano e autentico che possa fare sentire ogni donna come a casa propria: accolta, seguita e coccolata», ha dichiarato Hans Hoegstedt. Ad oggi la distribuzione di Miroglio Fashion è di 1.188 punti vendita monomarca a cui, attraverso un approccio omnichannel, si è nel tempo affiancata e integrata la vendita online, che nel primo trimestre 2017 ha fatto registrare un +70%. In particolar modo, in questa fase ha preso vita il progetto Miroglio Retail 4.0 con cui sono state implementate una serie di attività innovative, dalla tecnologia RFID con etichetta tracciante, al progetto “Casse intelligenti” realizzato con Oracle su tutta la catena negozi, al “Borsino” che combina intelligenza artificiale e l’esperienza del personale per il riassortimento del magazzino centrale e lo scambio dei capi tra negozi. A breve sarà inoltre finalizzata la nuova piattaforma di ecommerce per i principali brand grazie al supporto di Salesforce Commerce Cloud.

Un’alternativa al fast fashion

«Dopo il drastico calo dei consumi nel settore dell’abbigliamento negli anni della crisi economica, il mercato del fashion si è sempre più polarizzato tra il lusso e il settore del basso prezzo, con le grandi catene internazionali di massa che sono cresciute in modo esponenziale conquistando consumatori e quote di mercato. Tutto il “settore di mezzo”, tipica espressione della moda italiana, ha subito il colpo», ha spiegato Hans Hoegstedt. «Anche Miroglio Fashion ha dovuto e saputo reinventarsi. Oggi apriamo un nuovo capitolo della nostra storia. Pensiamo infatti che possa esserci un’alternativa alla massificazione imperante nel fast fashion, un percorso di crescita che faccia leva sulle caratteristiche che hanno fatto grande l’imprenditoria italiana, come l’attenzione alle persone, un’offerta brand distintiva, la grande cura dei dettagli, il retail che offre una shopping experience intima e umana, il tutto supportato da una tecnologia di ultima generazione. Ed è proprio su questi pilastri che abbiamo costruito la nostra nuova strategia.»