Bambini e tecnologia: troppo tempo davanti lo schermo, aumenta l’infelicità

Fare usare strumenti tecnologici a bambini in età prescolare può essere un’opportunità o un problema

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Durante le più svariate feste nelle nostre case entrano moltissimi regali di tipo tecnologico. Se una volta le tecnologie erano riservate agli adulti, oggi sempre più parenti e amici regalano ai nostri figli, anche molto piccoli, strumenti tecnologici come tablet o robot interattivi. Ma ha senso regalare un tablet a un bambino di 3 anni? Fare usare strumenti tecnologici a bambini in età prescolare può essere un’opportunità o un problema, a seconda di come quelli sono utilizzati. 

Le grandi aziende hi tech offrono sempre più spesso funzioni e servizi pensati per i più piccoli. Possono essere divertenti e anche utili, ma vanno conosciuti per poter essere usati in maniera consapevole. Oggi i più piccoli approcciano fin dai primi anni alle nuove tecnologie. Molti pediatri ritengono ormai che l’utilizzo di tablet o smartphone possa stimolare certe facoltà cognitive e relazionali (magari imparando fin da subito che la nonna si può vedere anche attraverso Skype). Il tutto però non deve varcare certi limiti imposti dagli stessi esperti.

Infatti l’ossessione dei nostri ragazzi per gli schermi sta facendo loro del male. Jean Twenge, un professore di psicologia, da l’allarme. Sostiene che il tempo di schermatura eccessivo aumenta il tasso di depressione e ansia nei giovani. Il tempo e l’infelicità dello schermo stanno aumentando a dismisura. Tuttavia gli studi di Twenge esaminano sia il tempo sullo schermo che le misure di salute mentale e vedono quando i due sembrano essere in aumento (o cadere) in sincronia. In effetti, è più una sorta di constatazione: la società è già andata oltre le indicazioni. Più che frenare, conviene invece indirizzare i genitori a ciò che può essere un uso più corretto delle tecnologie da parte dei bambini. Anche se gli studi sulla “dose giornaliera consigliata” di tecnologia a uso e consumo dei bimbi hanno finora dato risultati poco convincenti.

Gli avvertimenti sui potenziali danni del tempo eccessivo dedicato a queste forme di tecnologia vanno da possibili disturbi dello sviluppo per i bambini molto piccoli – quando si ritiene che l’interazione con le persone debba essere assolutamente prevalente rispetto a quella con l’elettronica – a rischi vari, per esempio di sovrappeso e obesità per i più grandi, che stando seduti di fronte a computer e videogiochi sottraggono tempo allo sport e al movimento, oltre che per la mancata interazione “in vivo” con i coetanei.

Oggi per poter usare le tecnologie touch non è necessario saper leggere o scrivere, basta saper controllare le proprie dita. Non solo: come molti genitori hanno già scoperto, ai propri figli interagire con le App piace parecchio, in alcuni casi anche troppo; in tante situazioni, provare a togliere il tablet o il cellulare al bambino genera lunghi pianti e discussioni. Molte icone tecnologiche come Tim Cook e Bill Gates hanno limitato strettamente il tempo di visualizzazione dei loro figli.

Si è dimostrato inoltre che con il crescere dell’età, aumentava esponenzialmente anche il tempo passato con un device elettronico tra le mani. Nelle conclusioni, i ricercatori non demonizzano tout cort qualsiasi uso delle nuove tecnologie, ma chiedono ai genitori di presentare ai propri figlia anche delle alternative di svago e apprendimento che aiutino così i piccoli ad allargare il loro ventaglio di esperienze (nonché di strumenti cognitivi).