Amazon, quando il bilancio attuale guarda al futuro dell’ecommerce e della user experience nel retail

I dati del terzo trimestre rivelano un’impennata positiva riguardo alla pubblicità su Amazon. Il colosso, oltre ad investire nell’advertising, continua a proporre nuove esperienze nei suoi negozi al retail, che però vengono incalzati dalle nuove proposte automatizzate di Alibaba.

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Amazon continua a macinare record, non solo dal punto di vista dei profitti e dei dati annuali. Stavolta parliamo di pubblicità: nel terzo trimestre il colosso di Seattle ha registrato quota +122%, ottenendo complessivamente una cifra che gira intorno ai 2,5 miliardi di dollari. Nonostante la società abbia perso alcuni titoli in Borsa, adesso la strada intrapresa è quella che va verso la misurazione dati e le tecniche di profilazione, ovvero l’elaborazione delle informazioni relative ad utenti e clienti per divederli in gruppi in base agli interessi.

Ebbene, sono usciti pochi giorni fa, in maniera ufficiale, i dati del terzo trimestre, aggiornati fino al 30 settembre 2018 compreso: l’utile risulta maggiore di dieci volte rispetto allo scorso anno, come i ricavi, aumentati del 29%.

Il risultato maggiore, dichiarato dallo stesso Bezos, Amazon l’ha ottenuto grazie ad Amazon Business: raggiunto il run rate (annuale) da 10 miliardi di dollari grazie al B2B, la mossa è stata vincente.

Torniamo a parlare però dell’altro grande risultato ottenuto, ovvero della pubblicità, perché l’advertising ha conquistato livelli inaspettati: +122% , con la cifra record di 2,5 miliardi di dollari.

A quanto pare, i terzi preferiscono puntare sulla pubblicità e-commerce, dove Amazon risulta esser posizionato appena terzonegli Stati Uniti (dietro ai colossi Facebook e Google).

La notizia di questo traguardo non è solo positiva nel contesto attuale, ma risulta eccezionale se si prendono in considerazione le stime decennali: il report CityBank prevede sull’advertising un giro d’affari che raggiungerà la cifra record di 50 miliardi di dollari all’anno solo per Amazon. É soprattutto per questi risultati che la società ha letteralmente raddoppiato il proprio valore in Borsa.

I dati, patrimonio prezioso

Ma se questi risultati sono una certezza, c’è una questione ancora poco dibattuta che riguarda l’oramai spinoso argomento della monetizzazione dei dati clienti: si tratta ovviamente di una fonte di ricavo sicura, ma dopo lo scandalo Cambridge Analytica e le conseguenti normative di sicurezza, come si pone ufficialmente la società di Bezos?

Amazon, per la prima volta in assoluto, sta iniziando a rendersi conto che monetizzare i dati in suo possesso, rendendoli disponibili per l’acquisto, potrebbe aprire una nuova fonte di ricavi”. Queste le parole di un portavoce. Quindi, la strada è aperta grazie ad una nuova strategia che prevede lo sviluppo di strumenti e analisi dei dati, supportati dal machine learning. Così, gli inserzionisti interessati, potranno facilmente analizzare questi esperimenti, che verranno poi venduti secondo specifiche richieste.

I Big Data sono il futuro: capire come monetizzarli al meglio renderà il futuro di Amazon, e più in generale dei colossi dell’advertising web, una vera fonte di guadagni tramite profilazione e misurazione dell’attribuzione.

D’altronde, perché inondare milioni di utenti con un solito annuncio, anziché personalizzare l’offerta conoscendo preventivamente gusti, opinioni, disponibilità economica e tutto ciò che può servire per garantire una pubblicità targettizzata?

Amazon & Co possiedono oggi gli strumenti adeguati e tecniche innovative per poter arrivare ad un sistema di archiviazione delle informazioni, utile ad imboccare la giusta direzione di offerte e di vendita.

In questo particolare settore, Amazon Web Service rappresenta la piattaforma di cloud computing più appetibile della Rete.

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La user experience: Amazon Go

 Amazon si propone al mondo anche come incubatore innovativo, incalzato solo da un altro grande attore dell’ecommerce: l’asiatico Alibaba, che cerca di superare le cifre della società americana a colpi di scena a dir poco futuristici.

Amazon ha intrapreso la strada al contrario, puntando prima sull’ecommerce e poi aprendo negozi fisici come gli avveniristici Amazon Go: negozi dove si entra tramite il codice di un’app, oltrepassando un tornello proprio come in metropolitana.

Tutto viene registrato tramite l’app, anche il pagamento, infatti non esiste cassa nè cassiere. Chi è già entrato in uno dei negozi situati finora a San Francisco, Seattle e Chiacago, parla di un’esperienza totale, strana e senza dubbio sconvolgente.

Ogni movimento del cliente viene registrato: ci sono milioni di telecamere sul soffitto, che incrociano ogni dato catturato. Anche solo prendere un oggetto e poi rimetterlo a posto, equivale al click di interesse su una pagina di dettagli di Amazon.

Il negozio al dettaglio diventa in sè un’opportunità per rendere ancora più selettiva l’offerta di pubblicità, incrociando i dati del profilo ecommerce con quelli derivati dalla visita fisica, che comunque resta un’esperienza di acquisto alquanto suggestiva e accattivante.

Amazon non è però l’unico attore che punta ad una user experience legata all’automazione, all’intelligenza artificiale e alla robotica: le ultime notizie di settore riportano l’apertura di un ristorante completamente automatizzato. Così, dopo il negozio senza cassiere di Amazon Go, Alibaba ribatte con i robot nel settore della ristorazione.

Il ristorante automatizzato di Shangai: Robot.he di Alibaba

Se i robot stanno lentamente entrando nel settore turistico, questo di Shangai è senza dubbio uno dei primi ristoranti al mondo per efficienza autonoma e automatizzata: si chiama Robot.he, e si può prenotare tutto tramite l’apposita app Hema: l’app Hema dice ai clienti dove sedersi, ed è abituata a pagare i pasti e ad ordinare più cibo una volta che gli ospiti si sono seduti.
Poi, quando il cibo è pronto, piccoli robot si immettono su piste lucenti per consegnare l’ordinazione direttamente al tavolo giusto.

Sebbene ci sia un sacco di tecnologia in gioco, e risulta molto divertente come esperienza, Hema fa ancora affidamento sull’uomo per gran parte del lavoro di organizzazione e coordinamento.

Ad esempio, il personale a disposizione aiuta nella selezione di frutti di mare e ci sono cuochi umani che preparano sapientemente tutti i pasti.

Alibaba possiede un proprio sito di notizie, Alizila, che ha riportato notizie sul ristorante, ma non ad esempio quando esattamente è stato aperto al pubblico per la prima volta. Però fornisce informazioni molto dettagliate sui piani futuri per Hema, in quanto sottolinea più volte che Alibaba sta sperimentando i robot in altre parti della compagnia.

La Cina sarà certamente un contesto di prova per l’attività di robot ristorante. Il mese scorso, il rivale di Alibaba, JD.com, ha annunciato che aprirà 1.000 ristoranti completamente gestiti da robot entro il 2020. Ecco un rivale più che agguerrito. E per quello che vale, Google ha recentemente investito $ 500 milioni in JD.com, quindi chissà come gli sforzi dell’Intelligenza Artificiale applicati ad Alphabet potrebbero legarsi alle ambizioni robotiche di JD.com.

L’apertura di Hema è però molto rappresentativa: mostra come i ristoranti automatizzati si stiano aprendo in tutto il mondo, e che mentre rappresentano la novità, molto presto diventeranno la norma.  Negli Stati Uniti, il ristorante robotizzato Spyce Kitchen produce scodelle di cibo, Creator (catena di ristoranti) fa un hamburger da $ 6 e il Cafe X ha appena aperto il suo primo barista-in-a-box con robot apposito.Novità anche in Europa: in Francia, EKIM è attualmente impegnato a costruire il suo robot pizzaiolo, e in Giappone, i robot stanno facendo “street food”.

Ci sono infine alcuni fattori che contribuiscono alla nascita dei robot ristorante.
Innanzitutto, i robot possono funzionare tutto il giorno senza interruzioni e in luoghi in cui la manodopera è estremamente stressata, in modo tale da renderli sempre più necessari. In secondo luogo, la robotica e l’intelligenza artificiale stanno diventando più evolute, grazie allo sviluppo di  tecnologie per gestire meglio le diverse forme e offerte del cibo.
E mentre questa automazione avrà un impatto sul numero di posti di lavoro disponibili per milioni di persone, i robot potranno svolgere le mansioni più umili, a volte pericolosi e ripetitive, liberando i posti per una manodopera più qualificata.