Dicembre 2020: Italia primo mercato per le vendite online tra i Paesi Amazon Prime

Con una crescita del 54.6% anno su anno dei volumi delle spedizioni nel commercio elettronico, lo stivale chiude il mese di dicembre 2020 in cima alla classifica dei paesi dell’area Amazon Prime, seguito da Canada (+52%) e Stati Uniti

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Con una crescita del 54.6% anno su anno dei volumi delle spedizioni nel commercio elettronico, l’Italia ha chiuso il mese di dicembre 2020 in cima alla classifica dei paesi dell’area Amazon Prime, seguito da Canada (+52%) e Stati Uniti (46.8%). La ricerca “2021 e-commerce Outlook”, condotta da UPIDO e ShippyPro e basata sulla raccolta dei dati da gennaio 2019 a gennaio 2021, ci restituisce i contorni di un periodo di festività come mai osservato prima nel nostro paese, in cui la combinazione del peggioramento della seconda e terza ondata della pandemia, da un lato, e dei cambiamenti comportamentali dei consumatori, dall’altro, ha scatenato un’ondata di acquisti online senza precedenti.

“Lo studio che abbiamo condotto con UPIDO – ha commentato Francesco Borghi, CEO di ShippyPro – dà conto delle conseguenze della pandemia in 30 mercati in tutto il mondo e confronta i risultati ottenuti dai paesi Amazon Prime, da una parte, con quelli registrati nei paesi non Amazon Prime, dall’altra. Quello che balza subito agli occhi è come nell’ultimo anno piattaforme come Amazon abbiano svolto un ruolo fondamentale nell’accelerazione di un particolare tipo di e-commerce “guidato” dalla pandemia e come abbiano ridisegnato i consumi durante le festività natalizie, soprattutto in Italia, dove gli acquisti online hanno segnato un picco mai visto prima. L’80% delle aree geografiche analizzate ha segnato nuovi record di transazioni e-commerce rispetto a quanto registrato durante lo stesso periodo di festività nel 2019”. 

Secondo il report, Repubblica Ceca (+43,9%), l’Irlanda (+39), la Svezia (+23,7%) sono invece i paesi in testa al gruppo non-Amazon Prime, dimostrando tassi di crescita dei volumi di spedizioni in media inferiori rispetto a quelli ottenuti dai paesi dell’area Prime. La Thailandia è risultata in coda a entrambi i gruppi di paesi, con un tasso di crescita fortemente negativo (circa -26%).

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“Il 2020, in generale, sarà ricordato come il più grande acceleratore di e-commerce di sempre e come il vero inizio di una nuova era per la vendita al dettaglio – ha aggiunto Francesco Borghi –  I consumatori di tutto il mondo hanno dovuto affrontare una rottura strutturale, guidata dalla pandemia, nel modo in cui si muovono, lavorano e vivono e di conseguenza hanno adattato i loro stili di vita e le loro abitudini di acquisto”. 

Volumi ecommerce nel 2020

Oltre la metà dei mercati monitorati in tutto il 2020 ha infatti raggiunto tassi di crescita record (in media superiori al 20%) se si confrontano i volumi e-commerce 2020 su 2019. In particolare, a beneficiare di questo “extra” è stato il 70% dei paesi dell’area Amazon Prime e il 30% di quelli non-Amazon Prime.

In tutto il 2020 il paese più virtuoso tra quelli del primo gruppo in termini di vendite online è stato il Canada (+41.4%), seguito da Stati Uniti (+37.1%) e Regno Unito (+31.6%). Nel secondo gruppo, invece, guidano la classifica Irlanda (+45,3%), Polonia (+37,0%) e Repubblica Ceca (+34,0%). Questi sei paesi hanno già avviato un processo di inseguimento della Cina, il principale mercato mondiale del commercio elettronico.

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E mentre ci si interroga su chi raggiungerà per primo il “dragone”, tre sono i possibili scenari per il 2021 ipotizzati dalla ricerca, considerando l’impatto delle restrizioni del Covid-19 sulla crescita del commercio elettronico: 

  • nella migliore delle ipotesi, le campagne di vaccinazione subiranno un’accelerazione e le restrizioni verranno revocate in estate, con conseguente decremento (fino a -10%) delle performance dell’ecommerce a partire dal primo luglio. Nonostante questo piccolo decremento, quando i canali offline riapriranno permanentemente, le vendite ecommerce continueranno a crescere se confrontate alla crisi pre-Covid. L’Italia si attesterà su circa un -5,07%. 
  • nello scenario “intermedio” l’intera popolazione riceverà il vaccino entro l’estate e la maggior parte delle restrizioni verrà rimossa entro il primo ottobre. Ciò porterà o a una minore decrescita (circa -5%) oppure a una piccola crescita anno su anno specialmente in paesi come l’Olanda, l’Austria, la Germania e l’Irlanda (+1% per l’Italia). Le vendite online per il 2021 rimarranno alte tanto quanto quelle del 2020. 
  • nella peggiore delle ipotesi, alcune varianti del Covid-19 si diffonderanno tra i vari paesi con conseguente minore efficacia delle campagne di vaccinazione. Le restrizioni alla mobilità si estenderanno fino a gennaio 2022. Questo porterà a una crescita anno su anno dal 2 al 15%, a seconda dei paesi (+4% per l’Italia). 

“Le aziende e-commerce sono chiamate a prepararsi a due compiti contrapposti in questo 2021: da una parte quello di prepararsi a picchi di acquisti online e dall’altra quello di attendersi un ritorno allo shopping offline – ha concluso Francesco Borghi –  E mentre l’acquisizione di più clienti online sarà fondamentale nella prima metà del 2021, verso la fine dell’anno potremmo assistere a una concentrazione maggiore sulle campagne di fidelizzazione”.

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