Alibaba: Jack Ma è ricomparso, ma la situazione finanziaria resta critica

Non è ancora chiaro cosa sia successo tra Jack Ma e il Partito Cinese, ma il fondatore del colosso ecommerce è ricomparso dopo le voci che lo davano per disperso a causa di alcune sue dichiarazioni scottanti

Jack Ma è riapparso pubblicamente dopo alcuni mesi, mettendo a tacere le insistenti voci sulla sua presunta sparizione (ne avevamo parlato qui). L’imprenditore ha partecipato a una conferenza, parte di un evento annuale che Ma organizza nell’ambito di un’attività filantropica.

Il manager era sparito dai riflettori dal 24 ottobre (giorno di un intervento pubblico contro il sistema bancario origine di tutti i suoi attuali problemi), seguito da un’azione dei regolatori cinesi, che hanno bocciato l’Ipo da 35 miliardi di dollari di Ant Group, controllata di Alibaba. Pechino ha da tempo aperto un’indagine sul riassetto dei gruppi aziendali finiti nel mirino dell’antitrust. Anzi. Secondo nuove stime di Bloomberg Intelligence la valutazione di Ant Group, la fintech controllata da Alibaba e specializzata in mutui, prestiti e pagamenti online, potrebbe essere ulteriormente ridotta in base alle nuove misure proposte dal governo per frenare la concentrazione del mercato.

Come riporta il Sole24 Ore “Alibaba Group, che detiene una partecipazione in Ant, è scesa del 2,4% a Hong Kong dopo aver guadagnato l’8,5% mercoledì proprio perché Ma è apparso in pubblico per la prima volta da quando la Cina ha iniziato a fargli la guerra. Secondo l’analista Francis Chan, il gigante fintech di Jack Ma, a causa delle indagini antitrust, potrebbe valere ormai meno 108 miliardi di dollari, quota ben lontana dalle valutazioni che arrivavano fino a 320 miliardi di dollari. Questo potrebbe ridurre della metà anche il valore del servizio Alipay di Ant, che con circa 1 miliardo di utenti, controlla il 55% del mercato dei pagamenti mobili. 

La banca centrale cinese ha affermato mercoledì che qualsiasi società di pagamento non bancaria con metà della quota di mercato per le transazioni online, o due entità con una quota combinata di due terzi potrebbe essere soggetta a indagini antitrust.

Se viene confermato un monopolio, la banca centrale può suggerire di imporre misure restrittive inclusa la suddivisione dell’entità in base al tipo di attività. Le aziende già con licenze di pagamento avrebbero un periodo di grazia di un anno per conformarsi alle nuove regole, ha affermato la Pboc”.

A tal proposito, il Quotidiano del Popolo, anche questo vicino al Partito Comunista, aveva scritto: “per l’economia delle piattaforme online, il rafforzamento della supervisione anti-monopolio non porta un inverno per l’industria, ma piuttosto un nuovo punto di partenza per uno sviluppo migliore e più sano”.